PERUGIA. L’OMELIA DI MONS. BASSETTI PER LA SOLENNITA’ DEL SANTO PATRONO COSTANZO
31 gennaio 2011

Carissimi fratelli nell’episcopato, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, fedeli laici. La santa Chiesa di Dio che è in Perugia-Città della Pieve oggi è in festa perché ricorda e celebra il suo patrono e fondatore san Costanzo, vescovo e martire.
Il suo martirio è collocato concordemente dalle passiones al tempo dell’imperatore Antonino Pio –siamo all’incirca nel 150 dopo Cristo – ed è caratterizzato da atroci tormenti. Il santo, dopo aver sperimentato ogni genere di pene, venne rinchiuso nelle carceri di Assisi e quindi condotto verso Spoleto. Giunto a Spello, fu decapitato in una località che, ancora nel diciassettesimo secolo, veniva chiamata “campagna di san Costanzo”. Il suo corpo poi, su indicazione di un angelo sarebbe stato riportato a Perugia da un funzionario imperiale. E nella nostra città sono custodite le sue preziose reliquie.
Fratelli e sorelle, noi siamo grati e riconoscenti al nostro celeste patrono per aver annunciato il nome di Cristo e comunicato la fede ai nostri padri e per la nascita di questa Chiesa che, ancor oggi, come dice il prefazio della messa del Santo, “proclama, in comunione con tutti i credenti del mondo, le meraviglie di Dio”.
Nell’orazione della messa abbiamo chiesto al Padre che, per intercessione di san Costanzo, la nostra Chiesa possa essere testimone nel mondo della resurrezione di Cristo: è questo l’evento più sconvolgente della storia che tutti ci riguarda, tutti ci coinvolge e tutti ci scuote.
Le parole del profeta Isaia, proclamate nella prima lettura, ispirarono completamente la vita e la missione del vescovo Costanzo e come severo monito cadono oggi innanzitutto su di me, suo indegno successore, come un fuoco che brucia e purifica: “Lo Spirito del Signore è su di me e mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi…”. A questo lieto messaggio san Costanzo ha ispirato la sua missione: per questo egli è stato un araldo del Vangelo e senza timore ha affrontato la fatica, la lotta, le persecuzioni e le sofferenze.
Egli era pienamente consapevole che la chiamata all’annuncio del Vangelo fosse al contempo una chiamata a portare la croce di Cristo, che ci ha redenti con la sua passione e la sua morte. Ha scritto Benedetto XVI: “Su un mondo in cui la menzogna è potente, la verità si paga solo con la sofferenza. Chi vuole schivare la sofferenza, tenerla lontana da sé, tiene lontana la vita stessa e la sua grandezza e non può essere servitore né della verità né della fede. Non c’è amore senza sofferenza, senza la sofferenza della rinuncia a se stessi, della trasformazione e purificazione dell’io per la verità. Là dove non c’è niente che valga che per essa si soffra, anche la stessa vita perde il suo valore”. Miei cari fratelli, san Costanzo pose al centro della sua vita Gesù Cristo, per questo la sua identità fu contrassegnata dall’incontro, dalla comunione con Lui e con la sua Parola. Per questo egli poté santificare la nostra Chiesa e l’Umbria con la preghiera, col ministero della parola e dei sacramenti e soprattutto col suo esempio e la sua testimonianza.
Stasera, dalle volte di questa insigne cattedrale, intendiamo innalzare al cielo un rendimento di grazie per il dono del vescovo Costanzo e con lui dei santi pastori che, nei secoli, hanno guidato questa Chiesa, conservandone intatto il dono della fede.
Pregate, fratelli, perché anch’io pur cosciente delle mie debolezze, possa imitare il nostro Patrono ed essere sempre fedele alla Chiesa di Cristo e al Vangelo, facendomi “modello del gregge”. E, pensando al gregge che mi è affidato, non posso non guardare con preoccupazione ai “mercenari” a cui molti si rivolgono; essi infatti, come denuncia Gesù nel Vangelo, sono guide insicure e mendaci, che seducono le pecore, ma poi all’avvento dei “lupi” le abbandonano e fuggono, lasciando che esse siano rapite, sbranate e disperse. Il riferimento agli “impostori” della verità, di cui parlano le scritture, è più che mai attuale se consideriamo il variegato pianeta degli adolescenti e dei giovani. Incontrandoli mi rendo conto che essi sono alla ricerca di un orientamento per la loro vita e la domanda di senso è costante. Purtroppo le risposte che trovano, il più delle volte, non sono né autentiche né positive.
In questi giorni sono risuonate con forza le parole dei vescovi italiani: “La collettività, infatti, guarda sgomenta gli attori della scena pubblica e respira un evidente disagio morale”. Ed anche il Santo Padre ha parlato di “un clima di insicurezza e precarietà, acuito da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto, e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”.
I nostri giovani, costantemente bersagliati da messaggi che li vorrebbero soltanto consumatori, con uno scarso senso critico, privi di un solido bagaglio culturale e omologati a stili di vita e comportamenti dettati da vertici ignoti, si trovano davanti dei bivi in cui i falsi profeti li avviano verso strade facili, ma senza sbocco, invece che verso mete alte, che diano un indirizzo vero alla loro esistenza.
I modelli del successo facile presentati dai mass media, le scorciatoie, come l’uso dell’alcool e degli stupefacenti; le esperienze di ebbrezza e di piacere immediato, come un’affettività mordi e fuggi, un certo benessere, nonostante la crisi economica, sono percepiti con facilità dai giovani. Si tratta di percorsi di soddisfazione “a basso prezzo”, dispensatori di felicità e di bellezza che non richiedono sforzi, ma durano un frammento di vita e lasciano dietro il vuoto. Li vedo seduti sulle gradinate del duomo, attorno ai tavoli di un bar, parlano poco fra di loro e sorridono ancor meno. Eppure anch’essi, come tutti i giovani, sono alla ricerca di una direzione sicura.
Pregate con me perché il vuoto interiore, la paura e, lasciatemelo dire, il senso di nausea di tanti nostri ragazzi possa tradursi almeno in “deserto spirituale”, in una ricerca, in un cammino verso la speranza.
Comprendiamo allora, carissimi fratelli, quanto sia urgente il compito di educare: educare alla vita e educare alla fede. Certo educare non è mai stato facile, lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno responsabilità educative. Non per niente lo afferma il Santo Padre: “Oggi si parla di emergenza educativa”. È difficile educare ma non possiamo rinunciarvi: proprio perché c’è crisi di valori, aumenta la domanda di una educazione che sia davvero tale. Certo essa ha bisogno di quella vicinanza e di quella fiducia che nascono dall’amore, perché ogni educatore, a cominciare dai genitori, è chiamato ad essere testimone della verità e del bene. Dice ancora il papa Benedetto XVI ai suoi fedeli di Roma: “Anima dell’educazione, come dell’intera vita, può essere solo una speranza affidabile. Oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, ‘uomini senza speranza e senza Dio in questo mondo’, come scriveva san Paolo ai cristiani di Efeso”. Proprio di qui nasce la difficoltà, forse più profonda, per una opera educativa: alla radice della crisi dell’educazione c’è infatti una crisi di fiducia nella vita stessa e nella formidabile potenzialità di Dio. Per quanto il mio cuore di pastore ha voluto esprimersi, sento ancor più, in questo momento, di dover affidare questa stupenda Chiesa perusino-pievese al patrocinio del santo vescovo Costanzo, che in tempi certamente difficili quanto i nostri, ha guidato di buon animo il gregge affidatogli da Cristo, facendosi modello di vita evangelica.
A lui chiediamo di continuare a vegliare e ad intercedere presso il Padre per la nostra Chiesa e per l’intera comunità civile di Perugia e dell’Umbria, perché sul suo esempio, superando le difficoltà presenti, possa ravvivare ogni giorno la sua adesione a Cristo e al suo Vangelo. Amen
+ Gualtiero Bassetti
Arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve
Entry Filed under: Nessuna categoria. .
Lascia un commento
You must be logged in to post a comment.
Subscribe to the comments via RSS Feed