ORVIETO. PROGETTO PER TRASFORMARE IL DUOMO IN SANTUARIO EUCARISTICO
27 gennaio 2011

“Un grande ostensorio esposto al mondo intero”. Così il vescovo, monsignor Giovanni Scanavino parla in toni entusiasti del Duomo di Orvieto, nell’illustrare il progetto di trasformare la Cattedrale orvietana in un Santuario eucaristico: “un luogo sacro, dove dovrebbero arrivare pellegrini da ogni angolo del mondo per adorare il miracolo dell’eucarestia”. È questo il punto d’arrivo della macchina che si è messa in moto ormai già da qualche tempo per le celebrazioni del 2013 – 2014, quando ricorreranno i 750 anni dal miracolo di Bolsena e dall’istituzione della festa del Corpus Domini, nata proprio ad Orvieto con la promulgazione della bolla papale “Transiturus”.
Alla vigilia dei due grandi eventi, il vescovo ha iniziato a parlare delle celebrazioni agli operatori dell’informazione che lo hanno incontrato in occasione del patrono San Francesco di Sales. “È in corso un’attività di sensibilizzazione a tutto campo” ha detto il vescovo Scanavino che ha riscontrato “un notevole interesse di commercianti, albergatori e ristoratori”. Al di là dell’aspetto puramente religioso infatti, la trasformazione del Duomo in Santuario eucaristico avrebbe ricadute enormi sulla città dal punto di vista turistico. “Il progetto – ha fatto notare il vescovo – ha bisogno della collaborazione di tutti. Perché se il Duomo dovesse diventare Santuario sarà indispensabile sviluppare anche tutte le infrastrutture e i servizi per l’accoglienza dei pellegrini”. Il progetto – ma questo non è ancora cosa certa – potrebbe comportare anche il trasferimento della parrocchia del Duomo che potrebbe essere accorpata a Sant’Andrea. In città d’altro canto ci sono sempre meno chiese in cui si celebra la liturgia e non è escluso che con il tempo si vada verso la parrocchia unica del centro storico. In vista delle celebrazioni – per le quali potrebbe essere prevista anche una visita del Santo Padre – sono annunciati anche una serie di appuntamenti e interventi da promuovere: dai convegni eucaristici internazionali alla valorizzazione dei percorsi Orvieto Bolsena e Collevalenza. “Ma l’impegno nelle celebrazioni – ha aggiunto il vescovo – non esaurisce la necessità del momento. La ricorrenza deve essere l’occasione per la nostra comunità di ripensare alla propria identità”.
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