PERUGIA. L’OMELIA DEL CARD. BASSETTI IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SAN LORENZO

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“La carità, cosiddetta politica, che stimola le persone a mettere i propri talenti e le proprie energie a servizio del bene comune per la costruzione della città e dello Stato, deve nascere dal desiderio di servizio disinteressato. Ma non si potrà mai conseguire il bene comune se non con strumenti politici buoni e giusti”. Lo ha detto l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, stamani nell’omelia della messa che ha celebrato, in occasione della solennità di san Lorenzo, nella cattedrale di Perugia, dedicata al martire.

Indicandolo come modello di “Chiesa in uscita”, “per la nostra città e per la società in cui viviamo”, il porporato ha invitato i fedeli a non prendere scorciatoie: “L’essere cristiani non caratterizzato soltanto dai doveri che abbiamo verso Dio o la nostra famiglia, ma dal vivere per gli altri è il vero modo di mettere Dio al primo posto, come ha fatto san Lorenzo”.

Cardine della società indicato dal cardinale è l’amore: “Una città, una nazione, che invece che sulla solidarietà e sul bene comune tendesse a fondarsi sull’egoismo e sul privilegio, avrebbe smarrito il senso profondo del suo ruolo ordinatore e della sua finalità civilizzatrice e umanizzante”.

Nelle parole del card. Bassetti l’impegno della Chiesa, che “non ha altri modi di essere presente nella società che vivendo la sua vocazione al servizio a partire dai piccoli, dai poveri, dallo straniero, dall’orfano e dalla vedova”.

Citando Paolo VI, il presidente della Cei ha evidenziato che “la carità deve investire la politica con la propria forza di illuminazione, energia di dedizione, capacità di servizio”. “Certo, tutto questo esige un impegno pedagogico ed educativo molto forte – ha affermato il card. Bassetti –; ma se non si fossero mossi in questo senso i nostri padri, noi oggi non avremmo una Carta costituzionale, che rimane un orientamento sicuro”.

I GIOVANI UMBRI PER LE STRADE CHE PORTANO A ROMA

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Il passaggio dei giovani lungo le strade dell’Umbria è un momento di “evangelizzazione stupenda”. “Si tratta di una Chiesa in cammino che riesce ad interrogare l’uomo della strada. Oltre a tanta gente generosa, infatti, abbiamo incrociato gli scettici che si sono fermati a domandarci cosa stessimo facendo e perché”, racconta don Riccardo Pascolini, incaricato della pastorale giovanile umbra, sottolineando che quella curiosità “rappresenta implicitamente anche una domanda sulla loro stessa fede”.

“Per molte persone che ci hanno avvicinato, lo scetticismo iniziale si è trasformato in ammirazione e poi in domande che hanno provocato un dialogo positivo con i ragazzi”, spiega il sacerdote per il quale un primissimo effetto dei pellegrinaggi dei giovani verso Roma è stato proprio quello di “ridestare le domande di senso nella gente”.

Inoltre, aggiunge don Pascolini, “l’esperienza è stata significativa per i ragazzi perché ha rivelato loro la possibilità di riuscire a stare in fraternità, di raggiungere obiettivi che sembravano impossibili, di farcela anche se in ritardo rispetto al gruppo”. A dimostrazione del fatto che “con la preghiera e la buona volontà, possiamo raggiungere la meta perché il Signore ci aiuta”. E questo, rileva, “è ciò che accade anche nella vita”.

“Esperimento riuscito” anche quello di vivere l’esperienza senza cellulari, né soldi propri, ma in piccole fraternità, con una cassa comune. “Questo – conclude – aiuta a scoprire i propri limiti, a crescere, a creare relazioni importanti e durature. Il non avere gli smartphone è una forma di distacco che permette di rieducarci per poi riutilizzarli meglio”.

ASSISI. LE SOLENNITÀ DEI SANTI CHIARA E RUFINO

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È tutto pronto ad Assisi per le due solennità di santa Chiara e san Rufino che cadono rispettivamente l’11 e il 12 agosto. Quest’anno in occasione della solennità del patrono della città della Diocesi il vescovo Domenico Sorrentino procederà all’indizione ufficiale della prossima visita pastorale durante la solenne concelebrazione che presiederà alle 18 nella cattedrale di san Rufino. Dopo la lettura del decreto di indizione, il presule anticiperà alcuni temi della lettera pastorale “Riparti, Francesco, ripara la mia casa” che verrà consegnata in settembre.

“L’invito alla comunità diocesana è proprio quello di ripartire dall’impulso dato da san Francesco; in un contesto come quello attuale che ci pone di fronte a tante sfide – sottolinea Sorrentino – abbiamo bisogno di quell’entusiasmo che ha guidato il giovane di Assisi sulle strade del mondo”.

La novena di santa Chiara si concluderà oggi con i vespri delle 18, presieduti dai frati minori del Servizio orientamento giovani nella Basilica dedicata alla Santa. Il 10 agosto alle 17:30 i primi vespri e la santa messa della solennità saranno presieduti dal vescovo Sorrentino. Alle 21 nel Santuario di san Damiano si terrà la veglia di preghiera nel transito di santa Chiara. Nel giorno della solennità sono previste diverse celebrazioni a partire dalle ore 6,30 con la messa in Cripta; alle ore 7,15 con la messa conventuale; alle ore 9 e poi alle ore 11 con la concelebrazione solenne presieduta monsignor Marcello Bartolucci, segretario della Congregazione per le cause dei santi e animata dal coro dei “Cantori di Assisi”. Nel pomeriggio i secondi vespri e la messa nel transito di Santa Chiara saranno presieduti da padre Claudio Durighetto, ministro provinciale dei frati minori dell’Umbria.

Per la festa di San Rufino le celebrazioni inizieranno già sabato 11 agosto con la veglia di preghiera e la processione per le vie di Assisi. Nella piazza del Comune è prevista la benedizione della Città presieduta dal vescovo. Sarà presente la banda musicale di Rivotorto e seguirà una festa nella piazza antistante la cattedrale. Domenica 12 agosto sono previste le celebrazioni delle ore 8 e delle ore 10; alle ore 17 si terrà l’accoglienza musicale in preparazione alla celebrazione eucaristica a cura della Cappella musicale di San Rufino. Alle ore 18, come anticipato, il vescovo Sorrentino presiederà la solenne concelebrazione e procederà all’indizione della seconda visita pastorale.

Lunedì 13 agosto alle ore 21 nel chiostro del Museo diocesano ci sarà il concerto intitolato “Passione di San Rufino, vescovo e martire” a cura di Anonimi frottolisti e Antica Cappella musicale di San Rufino.

Alcune celebrazioni possono essere seguite in diretta sulla pagina Facebook della diocesi di Assisi – Nocera – Gualdo, in particolare saranno trasmessi i primi vespri e la santa messa della solennità di venerdì 10 agosto; la concelebrazione solenne presieduta da monsignor Marcello Bartolucci, segretario della Congregazione per le cause dei santi di sabato 11 agosto alle ore 11 e la celebrazione solenne del pomeriggio del 12 agosto.

PROGRAMMA

 

CITTA’ DI CASTELLO. CHIOSTRI ACUSTICI 2018

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E’ in corso di svolgimento l’iniziativa CHIOSTRI ACUSTICI 2018 promossa dalla Diocesi di Città di Castello e dalla Direzione del Museo diocesano in collaborazione con i comuni dell’Alto Tevere-Umbro e Toscano: Città di Castello, Citerna, Montone, San Giustino, Monte Santa Maria Tiberina, Pietralunga, Umbertide e Sansepolcro.

Le novità di quest’anno sono due: il coinvolgimento del Comune di Pietralunga anche in questo appuntamento estivo e la rinnovata partecipazione della municipalità di Sansepolcro, con l’apertura alla Regione Toscana.

Un calendario destinato ad un pubblico di conoscitori della musica, ma anche di appassionati d’arte. Negli spazi suggestivi e di straordinario interesse architettonico, i chiostri dell’Alto Tevere umbro e toscano si esibiranno artisti di fama internazionale come il chitarrista Agatino Scudieri e il clarinettista tifernate Fabio Battistelli; oltre il coinvolgimento di artisti del territorio come le corali cittadine e le scuole comunali di musica sarà offerta l’opportunità di ascoltare questi professionisti noti nel panorama musicale nazionale. L’iniziativa si prefigge la scoperta di alcuni chiostri del nostro territorio che grazie alla musica verranno valorizzati al meglio: il Chiostro del Duomo di Città di Castello, di San Francesco a Montone e a Umbertide, del Palazzo Comunale di Citerna, della Chiesa di Santa Maria a Selci di San Giustino, il Chiostro della Torre di Palazzo Bourbon del Monte Santa Maria Tiberina e la Piazzetta dell’Orologio a Pietralunga; a questi si aggiunge il Chiostro di Palazzo delle Laudi a Sansepolcro.
Tutti i concerti sono previsti con inizio alle ore 21.00. Questa sera, mercoledì 8 agosto è in programma nella Piazzetta dell’orologio di Pietralunga “Guerra e Amore” il concerto della Corale Polifonica Pietralungherese Direttore Rolando Tironzelli; “O dolce nocte – Antichi suoni”, amorosi canti si terrà giovedì 9 agosto nel Chiostro di San Francesco a Montone dove sarà possibile ascoltare la Corale Braccio Fortebraccio di Montone diretta da Stefania Cruciani; venerdì 10 agosto a Monte Santa Maria Tiberina presso il Chiostro della Torre di Palazzo Bourbon del Monte sarà la volta di “Viaggio intorno al mondo” con Cristian Riganelli (fisarmonica) e il tifernate Fabio Battistelli (clarinetto); penultimo concerto nel Chiostro di San Francesco ad Umbertide lunedì 20 agosto “EchOeS” con il Coro Eos Mario Madonna (pianista) – Direttore Fabrizio Barchi. La programmazione si chiude con l’ultimo appuntamento a Sansepolcro nel Chiostro di Palazzo delle Laudi mercoledì 23 agosto con l’evento dal titolo “Rossomalpelo” a cura di Effettok: Sergio Gaggiotti (chitarra e voce) – Carlo Conti (sax).

Tutti i concerti sono ad ingresso libero e grazie al collegamento territoriale intendono raggiungere tutti i turisti presenti nel territorio Umbro e Toscano; l’attenzione è rivolta anche ai cittadini residenti che possono in questo modo scoprire o ri-scoprire le bellezze del proprio patrimonio culturale nelle calde sere d’estate.
Per informazioni Museo Diocesano di Città di Castello 075 8554705 museo@diocesidicastello.it

TERNI-NARNI-AMELIA. CELEBRAZIONI IN DIOCESI PER LA SOLENNITÀ DELL’ASSUNTA

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La diocesi di Terni-Narni-Amelia celebra la festa dell’Assunta in modo solenne nelle due Cattedrali di Terni e Amelia e nelle sette parrocchie che sono dedicate a Santa Maria Assunta: Alviano, Configni, Otricoli, Frattuccia, Giove, Lugnano in Teverina, Calvi dell’Umbria.

Gli amerini celebrano questa ricorrenza con particolare devozione per esprimere la gratitudine della comunità a Maria che liberò Amelia dalla peste e dal terremoto, e cercando ancora oggi nella Madre celeste il segno grande di consolazione e di sicura speranza.
Nella concattedrale di Amelia fino al 14 agosto è in programma la solenne novena di preparazione alla festa alle ore 17.30 con la recita del Rosario, la Messa e la preghiera mariana. Il 15 agosto si terrà una solenne concelebrazione alle ore 11.30 presieduta dal vescovo Piemontese e animata dalla cappella musicale del Duomo.
Nel pomeriggio alle 18 si terrà la processione con l’immagine della Madonna per le vie della città, con la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose e del complesso bandistico Città di Amelia.

Nella Cattedrale di Terni dall’11 al 13 agosto in programma il triduo di preparazione alla festa con la recita del rosario alle 18 e la santa messa alle 18.30.
Il 15 agosto nella solennità dell’Assunta si terrà la messa solenne alle ore 11.30 e altre celebrazioni alle ore 9.30 e 17.30.

Festa solenne anche ad Alviano in onore della Madonna Assunta in Cielo, patrona della città, a cui il popolo alvianese già dal 1490 rivolgeva la filiale preghiera devozionale.
Dal 6 al 14 agosto Novena della Madonna Assunta
8 mercoledì ore 20,40 – da Bellumore a Via S. Valentino (Alviano Scalo) il quadro sosterrà presso la fam. Italo D’Angelo
9 giovedì ore 20,40 – da Via S. Valentino a Fam. Stefano Sisti Alviano Scalo
10 venerdì ore 20,40 – da Sisti a Fam. Luciano Sangiovanni, (Pupigliano)
11 sabato ore 20,40 – da Sangiovanni a Fam. Adriana Giuliani (Valle)
12 domenica ore 20,40 – da Giuliani a Fam. Giuseppina Bettoni (Coccianesi)
13 lunedì ore 17,00 – da Bettoni a Centro Storico la Madonna verrà acolta presso la Casa Parrocchiale, Via Umberto I
14 martedì ore 20,40 – da Casa Parrocchiale a Madonna del Cardellino, rientro della immagine della Novena all’arrivo del quadro della Madonna presso le Famiglie Santo Rosario e a seguire Messa (ore 21,00 circa)

GUBBIO. LA MOSTRA “GUBBIO AL TEMPO DI GIOTTO. TESORI D’ARTE NELLA TERRA DI ODERISI”

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Se incontrate un Gennaro potete supporre che probabilmente arrivi da Napoli, un Efisio da Cagliari, una Agata da Catania. Ma se vi imbattete in un Ubaldo o in un Oderisi i dubbi sono pochi: al 99 per cento dei casi arriverà da Gubbio. Nomi propri che, siano essi legati alla sfera religiosa o a quella artistica, costituiscono la gloria del borgo umbro, “la più bella città medievale d’Italia” come non ha remore a proclamarsi sin dai cartelli che accolgono il visitatore. Cartelli un po’ fuorvianti, perché potrebbero far pensare che in altre nazioni esistano centri storici medievali più belli di quelli italiani. Si sarà capito che a Gubbio, che a rigore sarebbe dunque da ritenere “città medievale più bella del mondo”, le mezze misure non sono di casa e gli eugubini sono avvezzi a pensare in grande. Magari con quel pizzico di ironica follia che li ha portati ad autoproclamarsi abitanti della “città dei matti”, prerogativa quotidianamente estesa anche ai turisti che con tre giri della fontana del Bargello si vedono assegnata una “patente di matto”, pari a una cittadinanza onoraria.

Queste loro “folli” caratteristiche gli eugubini le provano anche con la venerazione smisurata per sant’Ubaldo, il santo vescovo che qui riesce persino a fare passare in secondo piano san Francesco, uno che pure in termini di marketing tanto fece per Gubbio con quella storia del lupo che i Fioretti hanno diffuso fino in Australia e in California. Le provano con gli altrettanto smisurati ceri che ogni anno in maggio scatenano passioni irrazionali, oltre che un groppo alla gola in chi per raggiunti limiti d’età deve smettere di sobbarcarsene il peso. E le provano, infine, con la convinzione che il più grande artista espresso dal Medioevo possa essere stato non Giotto bensì… Oderisi da Gubbio. Un miniatore la cui arte fu esaltata dallo stesso Dante Alighieri nel canto XI del Purgatorio («Oh!», diss’io lui, «non se’ tu Oderisi, / l’onor d’Agobbio e l’onor di quell’arte / ch’alluminar chiamata è in Parisi?») ma del quale, si badi bene, non esiste una sola operache gli si possa attribuire con certezza. Infatti, pur essendo stato fatto il suo nome per messali, Bibbie e salteri, non esistono codici firmati da Oderisi, il quale dunque forse non era così superbo da meritare di essere messo da Dante nel Purgatorio.

C’è (anche) il mistero di Oderisi da Gubbio al centro della bella mostra allestita a Gubbio  in tre sedi diverse, visitabili con un solo biglietto: il Palazzo dei Consoli, che sullo sfondo della famosa piazza pensile costituisce l’icona più nota di Gubbio; il Museo Diocesano, allestito accanto alla cattedrale; e il Palazzo Ducale, che nel Quattrocento fu favolosa residenza di Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Il titolo della mostra, “Gubbio al tempo di Giotto – Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, intende subito stabilire un legame fra i due artisti, legame determinato dal medesimo clima culturale, artistico, religioso e civile in cui lavorarono. Pazienza se poi, nonostante il titolo ingolosente, fra la sessantina di opere in mostra quelle di Giotto sono tante quante quelle attribuite a Oderisi: zero.

Roba da veri matti eugubini, dirà qualcuno, dedicare una mostra a Giotto e a Oderisi, senza l’ombra né dell’uno né dell’altro. Ma l’obiettivo (invero riuscito) dei curatori Elvio Lunghi, Giordana Benazzi ed Enrica Neri Lusanna era un altro: documentare con polittici, manoscritti miniati, opere di oreficeria e sculture lignee sia la centralità di Gubbio e delle sue botteghe nell’arte italiana del Due e Trecento, sia le caratteristiche peculiari del linguaggio artistico sviluppato nell’Umbria settentrionale da artisti che, come Palmerino da Gubbio e tanti altri, si ritroveranno a lavorare a fianco, appunto, di Giotto nel grande cantiere di Assisi, a soli 40 chilometri di distanza.

La mostra contribuisce anche a gettare luce e a offrire chiavi di identificazione al complesso rebus di nomi e opere che innervano la scena artistica eugubina fra Due e Trecento, con la sua storia ahimè fatta più di opere che di persone: il Maestro dei Crocifissi francescani all’opera ad Assisi era forse (come ipotizza il curatore Elvio Lunghi) Guido di Pietro, padre di Oderisi da Gubbio? Chi era il Maestro della Croce di Gubbio, compagno di Giotto? Palmerino di Guido e il Maestro Espressionista di Santa Chiara erano la stessa persona? E il “Guiduccio Palmerucci” dalla sfuggente biografia era figlio di quest’ultimo, o è semplicemente un nome che sta a designare tutta una bottega e una serie di dipinti, e che va dunque scritto tra virgolette?

Si mettano poi le opere di artisti fra i più esemplari del periodo, come Mello da Gubbio e Ottaviano Nelli. Si aggiungano alcuni scomparti di un eccezionale polittico del giottesco Maestro di Figline per la prima volta visibili insieme. E si aggiunga pure un trittico pressoché inedito (“Madonna con Bambino fra i santi Paolo e Pietro”) attribuito ora niente meno che a Pietro Lorenzetti, opera recuperata dal deposito dell’eugubino Palazzo Ducale e cui, nonostante i danni irreversibili, un sapiente restauro ha restituito una decente leggibilità… Si avrà allora il quadro di una scena artistica vivacissima, nonché dell’importanza politica, economica, spirituale e culturale che una città di media grandezza come Gubbio rivestiva tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento. Una piccola grande città, insomma, favorita certo anche dalla centralità geografica al cuore della penisola, ma capace di generare geniali artisti come Oderisi. Sì, d’accordo, ma quando mai riusciremo a vedere un’opera che possa dirsi con certezza sua?

Fino al 4 Novembre 2018
Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale – Gubbio
Orario: aperta tutti i giorni, ore 10-19. Biglietto intero 12 euro
Per informazioni: www.gubbioaltempodigiotto.it

a cura di Roberto Copello, Touring Club

SPOLETO. SOLENNITA’ DELL’ASSUNTA

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Il 15 agosto la Chiesa celebra la solennità dell’Assunzione di Maria. A Spoleto, come di consueto, è festa grande. La Basilica Cattedrale è infatti dedicata all’Assunta; l’Assunta è la patrona principale dell’Archidiocesi insieme a S. Ponziano e S. Benedetto; nel Duomo, poi, è conservata la Santissima Icone (di tipologia bizantina, che raffigura la Vergine Maria senza bambino, con le mani alzate in preghiera) donata nel 1185 alla Città da Federico Barbarossa in segno di pace, dopo averla saccheggiata nel 1155: la devozione degli spoletini a questa suggestiva immagine è molto forte e per la solennità dell’Assunta viene portata in processione, la sera del 14, dalla Basilica di S. Gregorio alla Basilica Cattedrale.

Quest’anno la solennità è arricchita dalla presenza del card. Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della conferenza episcopale italiana: alle 21.00 di lunedì 13 agosto, in Duomo, presiederà la preghiera mariana delle comunità parrocchiali della Diocesi e terrà una meditazione sulla Vergine. Il 14, come detto, processione alle 21.00 da S. Gregorio al Duomo. Mercoledì 15 agosto alle 11.30 solenne pontificale in Duomo dell’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo; al termine benedizione alla Città e alla Diocesi dalla loggia centrale della Cattedrale.

MONTEFRANCO. INAUGURAZIONE DELLA CASA VACANZE SAN BERNARDINO

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Lunedì 13 agosto, alle ore 17.00, alla presenza del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Cei, sarà inaugurata la casa vacanze ricavata da un’ala del convento di San Bernardino in Montefranco (Tr). L’apertura della struttura, riferisce l’arcidiocesi di Spoleto-Norcia, “luogo ideale per il relax della mente, del corpo e dello spirito”, rientra nel progetto “Lo sguardo ampio verso il futuro”, attivato grazie al sostegno di Caritas Italiana.

Proprio grazie a questo progetto che l’arcidiocesi spoletina ha recentemente promosso la nascita della Cooperativa sociale “Valle Mea”, presieduta da Lanfranco Amadio. Lo scopo è, da un lato, “fronteggiare la disoccupazione” e dall’altro, “la valorizzazione di alcune strutture di proprietà ecclesiastica, di grande bellezza e indiscusso valore storico-culturale, per renderle fruibili e pronte ad ogni tipo di ospitalità turistica, alla realizzazione di eventi pubblici e privati, ad accogliere mostre, convegni ed attività di interesse artistico e culturale”. Per l’apertura della casa vacanze sono state assunte già due persone.

Per informazioni: www.casavacanzesanbernardino.it

TERNI. RIFLESSIONI DEL VESCOVO PIEMONTESE SULLA VICENDA DEL NEONATO MORTO

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Costernazione, meraviglia, choc, sdegno  sono state espresse per la tristissima vicenda dell’abbandono del neonato, che noi amiamo chiamare “Francesco”, da parte della madre e per la morte del piccolo, avvenuta il 2 agosto. Espressioni, che la stampa nazionale e locale ha usato per descrivere la reazione della gente di fronte ad uno dei gesti più innaturali e irrazionali che possano registrarsi in capo al genere umano.

La popolazione giustamente è allarmata e varie persone, associazioni e persino il Consiglio comunale di Terni hanno voluto interpretare il comune sconcerto per l’abbandono e la morte del neonato.

Credo che in questo momento tutti abbiamo bisogno di avvertire un sentimento colpa e di vergogna, e rivolgere una richiesta di perdono al piccolo, che non ha avuto neppure il tempo per trovare ospitalità in un mondo che spesso ama la vita e i bambini solo a parole.

Allo stesso tempo vogliamo esprimere un supplemento di pietà cristiana, di compassione e di misericordia verso la madre e verso il padre, vittime di un vortice e di un sistema che non sa venire incontro a chi per i disagi e le ragioni più svariate non è sostenuto nelle difficoltà e criticità personali e relazionali, o posto in condizione di svolgere dignitosamente le funzioni essenziali dell’esistenza umana: sostentarsi, lavorare, amare, generare, crescere ed educare se stesso e i propri figli.

L’infanticidio, l’aborto, la tratta dei bambini, l’abuso dei minori in tutte le forme abominevoli, la pedopornografia, l’abbandono e altre forme di violenza sono purtroppo delitti contro i quali la società deve agire con consapevolezza e determinatezza. E tuttavia occorre un’azione propositiva: favorendo l’amore alla vita, sostenendo le famiglie moralmente e concretamente, promuovendo la formazione e la scuola, creando condizioni di vita dignitose, adoperandosi per una società più umana e accogliente.

In questi ultimi tempi Terni si è ritagliata uno spazio, quasi giornaliero, sulla stampa nazionale per fatti di cronaca, notizie, eventi sociali e politici, curiosità e amenità varie.

Voglio augurare e prego il Signore che la città di san Valentino, patrono degli innamorati e della famiglia, possa avere in tutte le componenti civili e religiose, un sussulto di responsabilità e di generosità per indicare e donare, ad ogni persona, ragioni di vita e segni di speranza in una società animata dall’amore.