PERUGIA. AL VIA IL “FESTIVAL INTERNAZIONALE LAURENZIANO D’ORGANO”

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Si svolge a Perugia, dal 30 Luglio al 9 Agosto (ore 21.30), l’ottava edizione del Festival internazionale laurenziano d’organo, dedicata quest’anno alle opere di Max Reger (1873-1916) nell’anno centenario della morte.

“Si tratta di un’importante manifestazione musicale che si sta sempre più affermando a livello europeo nel suo genere, contribuendo non poco a portare nel capoluogo umbro d’estate, oltre a noti organisti, numerosi cultori della musica” di “uno strumento solista, quale è l’organo – spiega monsignor Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo della cattedrale –, che assomma in sé un’intera orchestra con tutte le sonorità e tonalità. Queste, insieme, diventano la voce dell’intero Creato che innalza la sua lode a Dio”.

Il Festival, prosegue mons. Sciurpa, “è ormai inserito nel panorama delle manifestazioni culturali estive della città di Perugia; lo stesso Comune lo ha inserito nella ricca programmazione degli eventi artistici offerti ai propri cittadini e turisti. Questo è un segno che il Festival internazionale laurenziano d’organo è percepito come un importante contributo all’arricchimento qualitativo e all’ampliamento dell’offerta turistica della nostra città. Di questo l’intera Chiesa perugina non può non compiacersene”.

“Quest’anno sarà la prima edizione con l’organo completamente restaurato”, precisa il maestro Adriano Falcioni, organista della cattedrale di San Lorenzo e direttore artistico del Festival. “Il filo conduttore di questa edizione – annuncia Falcioni – saranno le grandi opere di Max Reger, compositore tedesco vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento di cui in quest’anno ricorre il centenario della morte. Possiamo definirlo il Bach tardoromantico per il suo stile compositivo contrappuntistico che riprende la tradizione bachiana ma con un linguaggio moderno”. 

Programma: http://diocesi.perugia.it/wp-content/uploads/2016/07/locandina-e-programma-VIII-edizione-festival-internazionale-laurenziano-dorgano.pdf

PERUGIA. OSTENSIONE DEL “SANTO ANELLO”

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Si rinnova nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia l’ostensione del “Santo Anello”, il 29-30 luglio, giorni in cui un tempo vedevano il passaggio nel capoluogo umbro di numerosi pellegrini provenienti da altre regioni dell’Italia centrale in prossimità della Festa del Perdono d’Assisi (1-2 agosto), solennità quest’anno molta attesa per gli 800 anni (1216-2016) della sua istituzione e per l’imminente visita di papa Francesco alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.

Nella cattedrale perugina non arriveranno i folti gruppi di pellegrini come in passato, ma l’esposizione alla venerazione dei fedeli della preziosa reliquia, “ritenuta dalla pietà popolare l’anello con cui la Beata Vergine fu sposata a san Giuseppe” (narrano le cronache), sarà anch’essa avvolta dall’atmosfera festosa che Assisi e l’Umbria si apprestano a vivere per l’arrivo di papa Francesco il prossimo 4 Agosto.

L’esposizione in San Lorenzo è preceduta dalla suggestiva cerimonia della cosiddetta “Calata del Sant’Anello”, che avviene attraverso un sistema meccanico con cui il reliquiario raggiunge il piano dell’altare della cappella. La “Calata” precederà la celebrazione dei Vespri di venerdì 29 Luglio (ore 17.30) e la reliquia resterà esposta nell’omonima cappella fino al termine della messa di sabato 30 Luglio (ore 18).

Altro appuntamento con il “Santo Anello” è il 12 Settembre, giorno in cui la Chiesa celebra la Festa liturgica del Santissimo Nome di Maria, quando, nella cattedrale di San Lorenzo la comunità si ritroverà attorno al suo cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti per celebrare l’Eucaristia e raccogliersi in preghiera dinanzi all’immagine della Beata Vergine Maria delle Grazie, dipinta su una colonna della navata centrale, un’opera d’inizio secolo XVI attribuita alla scuola del Perugino. Alla Madonna delle Grazie, co-patrona dell’Archidiocesi, è affidata, da cinque secoli, la protezione della città: il 12 Settembre l’arcivescovo rinnova con la preghiera a Maria questo atto di affidamento al termine della messa.

Nei secoli passati forte è stato il legame delle autorità civili perugine a questa reliquia, che fu da loro tenuta nella “cappella dei Decemviri” del palazzo comunale dei Priori fino al 1488, anno in cui le stesse autorità decisero di affidarne la custodia ai canonici di San Lorenzo, portandola in cattedrale. Ancora oggi è al suo interno, nella cappella del “Santo Anello”, contenuta in un bellissimo e prezioso reliquario di argento e rame conservato in una cassaforte posta ad otto metri d’altezza sopra l’altare e protetta da una serie di grate e sportelli in metallo che vengono aperti con 14 chiavi in possesso delle autorità municipali (sette) e religiose (cinque), del Nobile Collegio del Cambio e del Collegio della Mercanzia (una ciascuna).

Il “Santo Anello”, al di là della devozione e delle attese popolari, ha per la Chiesa un significato simbolico della santità, stabilità, fecondità del matrimonio cristiano, messo sotto la protezione della Madonna e di san Giuseppe, in un tempo di crisi per la famiglia.

 

ASSISI. PELLEGRINAGGIO PENITENZIALE DELLA DIOCESI

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La diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino organizza lunedì 1° Agosto, in occasione della Festa del Perdono nella circostanza dell’VIII Centenario dell’Indulgenza della Porziuncola un pellegrinaggio penitenziale. Le comunità parrocchiali sono invitate a partecipare con una loro rappresentanza.

Il programma prevede il ritrovo con il vescovo diocesano monsignor Domenico Sorrentino e con quanti desiderano partecipare al pellegrinaggio alle ore 16,30 nella Basilica di San Francesco e la partenza alle ore 17. Il luogo del raduno generale è il Seminario regionale dove si parte alle ore 17,30. L’arrivo a Santa Maria degli Angeli in piazza Garibaldi, luogo del raduno ufficiale, è alle ore 18,30. Seguirà l’avvio del Corteo civico e alle ore 19 la celebrazione dei vespri solenni nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

“Il pellegrinaggio diocesano del 1° Agosto – afferma monsignor Sorrentino in una lettera ai sacerdoti – , come previsto nel programma generale dell’Anno giubilare, sarà un momento significativo della nostra partecipazione a questo evento di grazia”.

Per l’occasione il presule ha scritto anche una la lettera pastorale ‘Perdono di Assisi, Cammino di Chiesa” che è già in distribuzione nelle parrocchie e nei santuari a disposizione dei pellegrini. “Ho fiducia che questa lettera possa fare del bene – scrive monsignor Sorrentino – stimolando il rinnovamento interiore e incoraggiando il nostro cammino pastorale. La ricorrenza dell’VIII Centenario del Perdono di Assisi – sottolinea ancora il vescovo che ha invitato anche i sindaci dei Comuni della diocesi – sarà onorata il 4 di agosto anche da una visita ‘privata’ di papa Francesco, che vorrà essere tra noi in semplicità, pellegrino fra i pellegrini, esimendoci dunque da inviti e formalità ufficiali. Il fatto che lo stesso papa Francesco abbia voluto dare personale testimonianza venendo alla Porziuncola, in semplicità, come pellegrino tra i pellegrini, ci riempie di gioia e di responsabilità. L’Anno della Misericordia – conclude – ha per noi un valore aggiunto nella ricorrenza dell’VIII centenario dell’Indulgenza della Porziuncola. Otto secoli fa Francesco la annunciava con la sua toccante semplicità: ‘Voglio mandarvi tutti in Paradiso!’. Il Perdono di Assisi è una grande opportunità spirituale e pastorale”.

TERNI. TORNA IL FESTIVAL CINEMATOGRAFICO “POPOLI E RELIGIONI”

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Il titolo della dodicesima edizione del festival cinematografico “Popoli e religioni”, in programma a Terni dal 12 al 20 novembre, sarà “Babele”. Un’edizione “ricca di novità”, organizzata dall’Istituto di studi teologici e storico-sociali di Terni in collaborazione con il Comune di Terni, la Regione Umbria, la Conferenza episcopale umbra e il ministero per i Beni e le attività culturali e il patrocinio della Cei, della Chiesa Valdese e del Pontificio Consiglio per la cultura.

“Tra queste novità – segnalano i promotori – la nascita della Rete dei Festival del cinema dell’Umbria costituita insieme al Perugia Social Film Festival, il Festival del cinema di Spello, Le vie del Cinema di Narni e l’Umbria film festival di Montone e la collaborazione con il festival Religion Today di Trento oltre che quelle, già consolidate, con le Giornate di cinema e riconciliazione di Notre-Dame de La Salette in Francia e il festival Sacrofilm di Zamosc in Polonia”.

Il tema della Torre di Babele “sarà declinato, nel corso delle nove giornate, attraverso una pluralità di significati: dalla sfida dell’uomo nell’elevarsi con la proprie forze sempre più in alto (attraverso la tecnologia, ma anche lo sport), al plurilinguismo, fino alla molteplicità dei linguaggi, non solo verbali”.

Il Festival vedrà proiezioni mattutine per le scuole elementari, medie e superiori, anteprime, retrospettive, spettacoli, concerti ed eventi speciali.

Per ulteriori informazioni: www.popoliereligioni.com

UN MARTIRE NEL CUORE DELL’EUROPA

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Doveva essere lui, don Jacques. Lo aveva deciso il Dio invocato per tanti anni, pregato in silenzio per lunghi decenni tutti i giorni, offerto a tanti per tanti giorni. Lui aveva visto tante cose, la guerra, i cambiamenti sociali. Aveva visto cambiare la Francia – figlia prediletta della Chiesa, si diceva un tempo. Doveva essere lui il primo prete sgozzato in nome di Allah in terra europea dopo secoli e secoli. Lo aveva deciso il Dio che di certo ne conosceva la fede, la pazienza, il coraggio di una vita fedele alla Chiesa. Il primo prete martire in questo modo orrendo. Un vecchio prete, in un sobborgo, che fastidio dava? Ma la sua chiesa era un obiettivo sensibile – sì, lo era. Perché questi che sono entrati e l’hanno sgozzato non ragionano come noi ragioniamo. E allora li chiamiamo pazzi. Ma non lo sono per nulla.

Sono nichilisti islamici, combattenti di una guerra a pezzi che solo gli stupidi o gli interessati fanno finta di non vedere.

Ora hanno ammazzato un prete. In chiesa. Non è cosa più grave che ammazzare un ragazzo al Mc Donald. Ma forse non sanno questi lupi assetati di sangue che hanno commesso un errore. Perché se le tutte le altre persone uccise in Europa erano povere, disgraziate vittime del terrorismo, come le chiamano i media furbi e vili, padre Hamel invece è un martire. Un vero martire. Non come loro che muoiono dando morte. Lui è morto e darà vita. Un vecchio prete. Una vittima da poco, quasi, verrebbe da dire, meno importante dei tanti troppo giovani uccisi a Kabul, a Nizza a Parigi? Lui stesso, immagino, di certo già sta sorridendo delle nostre parole. Del nostro strano paradosso a riguardo della sua morte. Infatti, se nella logica del terrorismo, e nella logica della politica e della cultura che pavide o prepotenti attraverso guerre e leggi hanno alimentato terrorismo don Hamel è una vittima come le altre, e forse, se si può dire, quasi “meno importante” delle altre (era vecchio, lo sapeva pure lui, sarebbe d’accordo con noi) ecco nel computo più profondo don Hamel appartiene luminosamente, tremendamente alla razza dei martiri. E questo cambia le cose. Cambia molto le cose. Non le cambia per i media, e per il dolore di amici e parenti. E nemmeno per il dolore di altre vittime come lui. Ma cambia le cose al livello in cui le cose si comprendono.

Lui è un martire. Il primo in Europa – un vecchio prete – come tanti ce ne sono stati tra i cristiani nel mondo in questi anni e mesi che non abbiamo voluto vedere, nel quasi silenzio internazionale. Uccisi perché cristiani.

È stato ucciso da uomini che, sappiamo, erano francesi. Con in bocca il nome che danno a Dio, gli hanno tagliato la gola. Rispondono a un appello oscuro e mondiale: “colpite”. Un grido di guerra. Che come un vento sta mietendo vittime ovunque. Ma il collo piegato di don Jacques dà una piega diversa a tutta la faccenda. Il suo sangue che si unisce allo sterminato sangue dei cristiani martiri sparso nel mondo chiarisce le cose (e di certo farà germinare frutti di fede e di giovinezza). Ci sono cosiddetti martiri che in nome di Dio uccidono e veri martiri che in nome di Dio muoiono. Chi preferirà la nostra ammirazione ? Il potere, la forza hanno molte seduzioni. Ma il sacrificio di don Jacques – un vecchio prete in una vecchia Europa – come di tanti troppi cristiani nel mondo, sta chiarendo dove sta la luce e dove l’ombra.

In nome di Dio non si uccide, semmai in nome di Dio si muore.

Ma la decadente, supponente, chiacchierona cultura europea non saprà onorare il martirio di don Jacques. Non capirà le differenze, continuerà a parlare una lingua lontana dalla vita.

Verranno altri martiri in terra europea. L’invito del Papa a essere fratelli, a non considerare i confini un bene identitario (erano francesi questi assassini, no?) e a cercare tra uomini di fede autentica a collaborare contro l’odio, è l’unica strada. Le altre non funzionano. Non funziona la strategia di integrazione in nome della neutralità, non funziona una integrazione senza amicizia. E non c’è amicizia senza condividere e discutere delle cose importanti – come l’amore, come Dio. Non funziona più nulla di quanto inventato da questa politica europea. E la Francia, la bellicosa Francia sempre pronta a intervenire in giro per l’est e il sud del mondo per garantirsi la propria grandeur, si ritrova esposta, violata. Abitata dal primo evidente martire europeo. Da una piccola rosa recisa. Da questo vita piccola (era anziano, si torna bambini) sprigiona però una luce immensa. Che mostra come tutte quelle che i media, i politici, i commentatori chiamano “vittime” sono tutti, tutti martiri. Dio lo sa. Perché l’odio che uccide usando il nome di Dio fa morire in nome di Dio. Tutti martiri.

Hanno fatto un errore, i lupi assetati di sangue. Perché forse pensavano che per noi fosse già chiaro, che le nostre vittime le considerassimo già nostri martiri. Pensavano che ci sentissimo già dentro una guerra santa. I loro capi gliela raccontano così a queste teste bacate da odio e orrore. E ora hanno fatto l’errore di creare un indubitabile martire in Europa. Un vero e proprio martire. Uno che muore in nome di Dio, invece di essere come loro – che uccidono usando il nome di Dio. Padre Jacques non sapeva che Dio aveva deciso questo destino per lui. Forse se glielo avesse annunciato un qualche angelo con un bicchiere di rosso francese in mano non ci avrebbe creduto. “Io martire, un vecchio prete in un sobborgo francese?”. Ma Dio ama la sua chiesa di amore furioso e dolce. E ha colto un dire strano, quasi che avesse paura di fare troppo male. E ha scelto il vecchio don Jacques. Per illuminare cosa sta succedendo. Perché i martiri sono più utili dei giornali per capire cosa succede. I martiri fanno sempre la differenza. E ora chiedono a tutti noi: ci sono uomini che uccidono usando il nome di Dio e un vecchio uomo sgozzato, martire per Dio. Da che parte stai? Da dove ripartire per guardare questo tempo cupo e spaventoso? Dal potere, dalla guerra? O dall’amore per il Dio di don Jacques, quel Dio che chiama amici i suoi, e che dice siete fratelli? Non ce ne eravamo dimenticati, pensando di costruire società “perfette” senza di Lui?

Davide Rondoni

ASSISI. PROGRAMMA DEL PELLEGRINAGGIO DEL PAPA ALLA PORZIUNCOLA

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Giovedì 4 agosto 2016 Papa Francesco compirà un pellegrinaggio alla Porziuncola, la piccola chiesetta da cui ottocento anni fa scaturì – per la bontà del Signore e per il genio di Francesco d’Assisi – un fiume di grazia a cui molti hanno fatto ricorso in questi secoli.

L’evento si colloca a due giorni dall’apertura dell’VIII Centenario del Perdono di Assisi, che avverrà durante la solenne celebrazione eucaristica – alle ore 11 del 2 agosto – presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve.

Si tratta, come emerge dal programma che segue, di una visita molto breve, ma riteniamo fortemente voluta e tutta concentrata su quella “piccola porzione”, dallo stesso pontefice recentemente definita “il cuore pulsante dell’Ordine dei Frati Minori”.

Tre i momenti che scandiscono il pellegrinaggio: la preghiera personale in Porziuncola, una meditazione proposta a tutti i presenti, ed infine un incontro con i Frati ospiti nell’Infermeria provinciale della Porziuncola.

Alle ore 15.40 è previsto l’atterraggio nel carpo sportivo “Migaghelli”, in Viale Maratona a Santa Maria degli Angeli, dove il Santo Padre sarà accolto da:

  • S.E. Mons. Domenico Sorrentino, Arcivescovo-Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
  • On. Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria
  • Ecc. Raffaele Cannizzaro, Prefetto di Perugia
  • Dr. Stefania Proietti, Sindaco di Assisi

Seguirà il trasferimento in auto alla Basilica papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.

Alle ore 16.00, in Basilica, il Santo Padre sarà accolto da:

  • P. Michael Anthony Perry, Ministro Generale delle Ordine dei Frati Minori
  • P. Claudio Durighetto, Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria
  • P. Rosario Gugliotta, Custode della Porziuncola

Accolto in Basilica, Papa Francesco vivrà un momento di preghiera silenziosa nella Porziuncola.

Subito dopo offrirà una meditazione sul brano evangelico Matteo 18,21-35.

Al termine della catechesi, il Santo Padre saluterà gli eventuali Vescovi e Superiori degli Ordini Francescani presenti, per poi recarsi all’Infermeria, dove troverà ad aspettarlo una quindicina di frati ospiti, tra cui anche un sacerdote della Diocesi, ed il Personale assistente, tra cui tre frati che operano stabilmente in Infermeria.

Dopo questo breve momento, Papa Francesco uscirà sul sagrato della Basilica per un saluto ai fedeli presenti in piazza. Da qui, alle 18.00 circa, salirà in auto per raggiungere nuovamente il campo sportivo “Migaghelli”. Terminerà, così, la breve visita alla Porziuncola, ripartendo in elicottero per il Vaticano.

 

ASSISI. INCONTRO INTERNAZIONALE “SETE DI PACE”

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Saranno tre giorni all’insegna del dialogo e del vivere insieme, a trent’anni dalla storica Preghiera delle religioni mondiali per la Pace, convocata da Giovanni Paolo II nel 1986: “Sete di pace”, perché il mondo, oggi più che mai, ne ha bisogno. E’ il titolo dell’incontro internazionale che si svolgerà ad Assisi dal 18 al 20 Settembre, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, la Diocesi di Assisi e le Famiglie Francescane. In un momento storico difficile per le minacce costituite dalla violenza diffusa, dal terrore e dalle guerre in corso in Medio Oriente e in Africa, centinaia di capi religiosi di tutti i continenti si vedranno nella città di San Francesco insieme a rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni e accompagnati da una partecipazione popolare da diverse città italiane ed europee.

Presentando “Sete di Pace. Religioni e Culture in dialogo”, il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha parlato di “un incontro necessario” soprattutto oggi: “C’è una grande sete di pace che sale dai poveri, dalle vittime del terrorismo e delle guerre in corso in tante parti del mondo. Noi vogliamo essere la loro voce. Non andremo ad Assisi solo per ricordare il trentesimo della grande preghiera voluta da Giovanni Paolo II, ma per celebrare un nuovo evento con tutti coloro che in questi anni si sono messi con noi in cammino per costruire la pace. Sarà un convergere di altissime personalità religiose e istituzionali: per manifestare a tutti che le religioni non sono indifferenti a questo grido che sale dai popoli, per prendere le distanze dai predicatori di odio, lavorando a favore dell’integrazione che è la chiave per difendere le nostre società dalla violenza”.

L’incontro internazionale sta ricevendo giorno dopo giorno nuove adesioni popolari: in tanti – prevedono gli organizzatori – raggiungeranno Assisi per assistere ai momenti di assemblea plenaria e a decine di tavole rotonde organizzate in diversi punti della cittadina umbra. Numerose anche le personalità ad alto livello che parteciperanno, al momento già oltre 400, ma altre, sia religiose che istituzionali, si aggiungeranno nelle prossime settimane. All’inaugurazione, nel pomeriggio del 18 settembre, saranno presenti tra gli altri il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I e il filosofo Zygmunt Bauman. Numerose le autorità religiose, tra cui cardinali, patriarchi delle Chiese d’Oriente, il primate della Chiesa d’Inghilterra Justin Welby, ebrei dall’Europa e da Israele, musulmani (tra cui il rettore dell’università di Al-Azhar, Abd Al-Hay Azab), buddisti ed esponenti di altre religioni asiatiche insieme a rappresentanti delle istituzioni (per l’Italia i ministri Orlando e Giannini) e del mondo della cultura provenienti da tutti i continenti e da zone attraversate da conflitti come la Siria o la Nigeria.

Il Vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Occorre mettere insieme, allo stesso tavolo, le diverse religioni: di fronte al fanatismo che arriva ad usare il terrore, occorre dialogare e pregare perché scatti una novità nel cuore dell’uomo. Lo spirito di Assisi è questo: una grande sfida e abbiamo la gioia di accogliere, come diocesi, questo incontro internazionale”.

Fino al 18 Settembre verrà lanciata una campagna a favore della pace e del vivere insieme: appelli, assemblee di preparazione e iniziative dal basso per sostenere l’incontro internazionale.

Tutte le informazioni:www.santegidio.org/pageID/3/langID/it/itemID/16924/ASSISI-2016-SETE-DI-PACE-dal-18-al-20-settembre-l-Incontro-di-dialogo-e-preghiera-tra-le-religioni-e-le-culture.html

AMELIA. PELLEGRINAGGIO DELLA STATUA DELLA MADONNA DI FATIMA

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In preparazione al centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, la città di Amelia accoglie dal 2 al 4 Agosto la Madonna di Fatima pellegrina in Umbria, organizzato dall’Unitalsi nazionale.
Martedì 2 Agosto nella chiesa di S. Francesco alle ore 20.45 ci sarà la recita del Rosario. Alle ore 21.15 la Messa celebrata dai Padri Francescani con disponibilità dei sacerdoti per le confessioni. Alle ore 22.30 l’accoglienza della statua di Nostra Signora di Fatima.

Mercoledì 3 agosto alle ore 7.00 è in programma la Messa nella cappella dell’ospedale e la visita nei reparti. Alle ore 9.00 la recita del Rosario e la Messa. Alle ore 11.00 la Madonna pellegrina verrà portata nella chiesa di San Francesco dove sarà possibile raccogliersi in preghiera per l’intera giornata. Alle ore 18.00 la recita del Rosario e alle 18.30 la Messa. Ore 21,15 Veglia di Preghiera.

Giovedì 4 Agosto alle ore 8,30 presso la chiesa di S. Francesco sono in programma le Lodi e la S. Messa. Inoltre è previsto un tempo per la preghiera individuale e le confessioni. Alle ore 11.oo è prevista la processione con la Madonna Pellegrina al Duomo. Alle ore 16.00 Concelebrazione presieduta da Mons. Carlo Romani, assistente Unitalsi di Terni. Saluto alla Madonna e consegna della statua all’Unitalsi di Città Della Pieve (PG).

 

FOLIGNO. “DIALOGHI SULLA PALESTINA”

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Dopo l’incontro realizzato a marzo in collaborazione con la cooperativa Ponte Solidale con la testimonianza delle donne dell’associazione AOWA di Jenin sul progetto di empowerment femminile che vede le donne in prima linea nella produzione di saponi e olii essenziali venduti in tutta Italia grazie alla rete del commercio equo, il prossimo 27 luglio alla Taverna del Mediterraneo alle ore 21, ci si occuperà di Betlemme per conoscere il lavoro di un’altra realtà che dal 2003 quotidianamente opera per diffondere la pace e l’uguaglianza in Palestina, nell’incontro con la delegazione del Palestinian Center for Research and Cultural Dialogue (PCRD) di Betlemme.

“Siamo felici di tornare a parlare della Palestina ed è per noi un onore ospitare il direttore del PCRD, il Dott. Walid A.Y.Shomaly e ascoltare la sua testimonianza”- ha dichiarato Mauro Masciotti, direttore della Caritas Diocesana di Foligno e presidente de L’Arca del Mediterraneo.

Fondato nel 2003 da un gruppo di intellettuali palestinesi, il centro lavora sulla diffusione dei valori di educazione civica,formazione accademica e conduce ricerche, indagini e sondaggi su differenti tematiche; la missione del PCRD è di promuovere il dialogo tra gruppi sociali politici e culturali e sostenere la qualità dell’istruzione nelle scuole. Il PCRD è un’organizzazione indipendente, senza scopo di lucro e coinvolge uomini e donne di diverse età e appartenenze sociali, economiche, religiose e politiche; la sua sede principale è a Betlemme e grazie a una rete di operatori e volontari lavora in tutta la Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

L’appuntamento è per mercoledì 27 luglio alle ore 21 presso la Taverna del Mediterraneo di Foligno in via San Giovanni Dell’Acqua 24. Ingresso gratuito.