TERNI. RACCOLTA PER LE FAMIGLIE BISOGNOSE DELLA DIOCESI

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Tempo di Quaresima, di preghiera e di carità, che impegna le parrocchie un segno collettivo, quale gesto di vicinanza e sensibilità verso i più bisognosi. Nella terza domenica di Quaresima, il 31 marzo, la raccolta delle offerte in tutte le parrocchie viene destinata dalla Caritas diocesana al Fondo Solidale per le Famiglie disagiate della Diocesi.

“La difficile situazione economica del Paese e nel nostro territorio – spiega il direttore della Caritas Ideale Piantoni – spinge molte famiglie a recarsi presso il Centro di Ascolto di Via Vollusiano e molti Parroci a chiedere un nostro intervento di sostegno, per cui abbiamo sempre più necessità di incrementare questi fondi solidali per dare un aiuto economico e un po’ di speranza alle tante famiglie indigenti nella Diocesi”.

In linea con le altre recenti questue, il raccolto sarà utilizzato per le Famiglie con disagi economici della Diocesi.

I versamenti possono essere effettuati presso la segreteria della Caritas a San Martino telefono 0744/428393 o direttamente sul conto corrente Diocesi Terni-Narni-Amelia – Caritas Diocesana IBAN: IT70Q0503414400000000002961

BASTIA UMBRA. PRESENTATO HOUSING SOCIALE

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Sono state presentate oggi le modalità di assegnazione degli appartamenti del progetto “Insula Viva”, iniziativa di riqualificazione urbana delle ex Aree Franchi in corso di ultimazione a Bastia Umbra. L’intervento immobiliare, spiega una nota, viene realizzato dal fondo locale “ASCI – Fondo Abitare Sostenibile Centro Italia” (gestito da Prelios Sgr), a sua volta partecipato al 70% dal fondo nazionale “FIA – Fondo Investimenti per l’Abitare” (gestito da Cdp Investimenti SGR, Gruppo Cassa depositi e prestiti), con il supporto di Fondazione Housing Sociale e Consorzio ABN network sociale.

L”iniziativa di edilizia residenziale sociale del fondo Asci rientra in un programma per realizzare circa 600 appartamenti nella Regione rispondendo così alla domanda abitativa di alloggi a canoni calmierati rispetto al libero mercato, pur mantenendo elevati standard qualitativi dal punto di vista tecnico-costruttivo, e creando un sistema innovativo di amministrazione degli interventi che, attraverso la valorizzazione delle relazioni tra le persone, sia in grado di favorire una gestione più attenta ai bisogni di chi abita negli alloggi.

Nello specifico l’intervento di Bastia Umbra prevede la realizzazione di 123 appartamenti – di cui 105 in Social Housing – suddivisi in 4 fabbricati, che saranno pronti per la consegna tra maggio e novembre 2019, e saranno formati da bilocali, trilocali e quadrilocali con giardini e logge coperte. Gli appartamenti sono stati concepiti per conseguire la classe energetica A3 e saranno dotati di ampi box e aree condominiali.

Paola Delmonte di Cdp Investimenti Sgr ha così commentato: “Insula Viva è un’operazione emblematica di rigenerazione urbana perchè riqualifica un’area dismessa e abbandonata della città, molto più di un intervento immobiliare, è un intervento ad alto impatto sociale volto a sostenere coloro che non trovano una risposta adeguata al proprio bisogno abitativo nel libero mercato: è un progetto durevole e continuativo che vuole accompagnare la comunità che si insedierà aiutandola a migliorarsi in un contesto caratterizzato da nuove forme di collaborazione e di welfare”.

Stefano Pietropaolo di Prelios Sgr, ha dichiarato: “Il progetto di social housing presentato oggi a Bastia Umbra ha l’obiettivo di contribuire alla risoluzione del problema abitativo attraverso lo sviluppo di iniziative che possano venire incontro alle esigenze sociali delle famiglie e delle persone in condizione di disagio economico, garantendo il benessere e l’integrazione sociale. Prelios Sgr è fortemente impegnata nello sviluppo di tali progetti, che presentano importanti ricadute sociali sul territorio, in risposta sia a una strategia di business improntata all”innovazione dell’offerta, sia alla volontà di contribuire alla crescita economica e sociale del sistema-Paese italiano”.

Per informazioni: http://housing-umbria.it/progetti-bastia/

ANCARANO DI NORCIA. PRESENTATO IL RESTAURO DEL CRISTO CROCIFISSO DI BENEDETTO DA MAIANO

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Mercoledì 6 marzo 2019 ad Ancarano di Norcia, presso la sala dei moduli abitativi, è stato presentato il restauro del Cristo Crocifisso di Benedetto da Maiano proveniente dalla chiesa della Madonna Bianca. L’intervento è stato eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze grazie al progetto di recupero delle opere d’arte mobili compromesse dai terremoti del 2016, realizzato in accodo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.
Alla presentazione del restauro sono intervenuti: l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, la soprintendete Marica Mercalli, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno il direttore dell’Opificio delle Pietre Dure Marco Ciatti, il restauratore Peter Stiberc.
Fino al 6 aprile verrà esposto nella Cattedrale di Spoleto, all’interno della Cappella delle Reliquie, e potrà così essere ammirata e offerta alla devozione dei fedeli della diocesi di Spoleto-Norcia. Poi, dal 7 aprile e fino al 14 luglio, il Cristo verrà esposto presso l’importante mostra “Verrocchio il Maestro di Leonardo” che si terrà al Museo Nazionale del Bargello di Firenze.
Don Luciano Avenati, parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, nel saluto iniziale ha parlato di “momento di festa e di speranza per la comunità”. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha detto che eventi come questo “sono delle iniezioni di speranza importante, ci dicono che è possibile ripartire dopo i terremoti grazie alla sinergia tra le persone e tra di esse e le istituzioni. Presentiamo questo restauro nel Mercoledì delle Ceneri, avvio della Quaresima: una coincidenza significativa che ci fa pensare all’umanità di Dio, che emerge chiaramente in questo bellissimo Crocifisso. Ora é qui, ma è senza casa, é profugo come tanti di voi a cui il terremoto ha tolto la casa, come quelle persone che tentano di rifugisrsi in altre terre a causa della guerra, alla ricerca di accoglienza e comunità. Così è per questo Cristo, che aspetta di essere nuovamente accolto nella chiesa della Madonna Bianca di Ancarano”.
La soprintendente Marica Mercalli ha definito il Cristo “un’opera di straordinaria importanza perché di Benedetto da Maiano, il quale ha realizzato un Cristo simile, quasi identico, conservato nella Cattedrale di Firenze. In Valnerina, infatti, nel ‘400, c’erano importanti contatti con la scuola fiorentina rinascimentale e questo Cristo lo testimonia. Oggi questo legame si rafforza grazie all’Istituto nazionale dell’Opificio delle Pietre Dure che ha sede nel capoluogo toscano e che ha curato il restauro. Far tornare queste opere a casa, anche se solo per poche ore, era un impegno voluto e mantenuto della Sovrintendenza e della Diocesi”.
Marco Ciatti direttore dell’Opificio delle Pietre Dure ha parlato di questa opera come di “un capolavoro assoluto, restaurato dal settore sculture lignee dell’Opificio. Come ente, ha detto, siamo sempre in prima fila dopo i terremoti per il restauro delle opere, è un dovere morale”.
Il restauratore Peter Stiberc ha illustrato le varie fasi del recupero e ha detto che “confronti tecnici e visivi, così come pure le radiografie, hanno dimostrato che il Cristo di Ancarano è quello di Firenze sono perfettamente sovrapponibili, dello stesso materiale, e quindi entrambi di Benedetto da Maiano”.
Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha detto che per noi “è emozionante che un’opera torni nel nostro territorio dopo il sisma. Tanta strada è ancora da fare e ne siamo consapevoli, ma ci impegneremo per riappropriarsi quanto prima di tutto il nostro patrimonio. Grazie all’Arcivescoco per aver permesso la mostra a Siena delle opere ferite: da allora molte opere sono in giro per musei e ciò consente a tanti di conoscere il nostro territorio”.

SCELTO IL NUOVO SEGRETARIO DELLA CEU

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È monsignor Marco Salvi, da poco nominato vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve, il nuovo segretario della Ceu, la Conferenza episcopale umbra. La decisione è arrivata questo pomeriggio durante la riunione mensile della Ceu – alla quale ha partecipato anche Salvi – che si è tenuta al seminario regionale di Assisi. Ai lavori hanno partecipato il cardinale Gualtiero Bassetti e tutti i vescovi della regione, che hanno dato il loro benvenuto a Salvi. Quest’ultimo, che riceverà l’ordinazione il 31 marzo ad Arezzo, è stato nominato anche presidente della rete del Musei ecclesiastici umbri. Il vescovo di Gubbio invece, monsignor Luciano Paolucci Bedini, è stato nominato delegato per le Comunicazioni sociali e per il Servizio del sovvenire.

Alla riunione ha partecipato anche monsignor Paolo Giulietti, da poco nominato arcivescovo di Lucca, al quale è andato il ringraziamento dei confratelli per il lavoro svolto nel corso degli anni come segretario della Ceu. Sempre rimanendo in tema di nomine, sono arrivate lunedì quelle che riguardano l’Agesci, cioè l’Associazione guide e scout cattolici italiani: assistente ecclesiastico regionale sarà padre Damiano Romagnolo, per la zona Monti Martani don Lucian Afloarei, della diocesi di Terni-Narni-Amelia e, infine, per la Branca Rs don Marco Crocioni, sempre della Chiesa ternana.

Nel corso della riunione di lunedì si è parlato anche di uno degli appuntamenti più importanti della Chiesa umbra per quanto riguarda il 2019, cioè l’Assemblea ecclesiale regionale che si terrà a Foligno il 18 e il 19 ottobre. Il titolo scelto è «Perché la nostra gioia sia piena: l’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra», e al riguardo il presidente della Ceu Renato Boccardo ha sottolineato che «i vescovi sono stati informati sul percorso di preparazione dell’Assemblea che entra in Quaresima nella fase operativa a livello diocesano e parrocchiale. Sulla base dell’instrumentum laboris le diverse entità ecclesiali sono chiamate a leggere la realtà delle nostre Chiese locali. È importante che questo momento non si riduca a un’operazione tecnico statistica, ma diventi un vero e proprio itinerario di conversione pastorale e di maturazione spirituale verso la Pasqua, fatto di ascolto della Parola, di dialogo fraterno, di discernimento e di preghiera».

PERUGIA. VISITA DEL VESCOVO DI ZOMBA

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Nei primi giorni di marzo è giunto in visita a Perugia mons. George Tambala, vescovo della Diocesi di Zomba, già capitale del Malawi, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Questa visita è coincisa con il 40° anniversario dell’inizio del rapporto di amicizia solidale Perugia-Zomba, nato con l’allora parroco di Ponte Felcino, don Gino Vicarelli, grande amico di padre Aristide Stefani, missionario Comboniano in Malawi. In seguito questo rapporto – grazie all’impegno di un altro sacerdote perugino particolarmente sensibile alla “Chiesa in missione”, mons. Remo Bistoni – si è trasformato in un proficuo gemellaggio tra le due Diocesi, che va avanti da 36 anni. Mons. Bistoni si prodigò molto per la nascita dell’associazione “Amici del Malawi” Onlus, una fattiva realtà che conta numerosi soci oggi guidata da un giovane sacerdote, don Marco Briziarelli.

La finalità principale di quest’associazione è quella di portare avanti i progetti di cooperazione internazionale per lo sviluppo umano della comunità diocesana di Zomba in alcuni ambiti fondamentali della società del Malawi, quali l’educazione e la scolarizzazione, la formazione e l’avviamento alle professioni dei giovani, l’agricoltura e la sanità. Settori per i quali da oltre un quarto di secolo gli “Amici del Malawi”, con il fondamentale coinvolgimento delle Istituzioni civili (in primis la Regione) e di realtà imprenditoriali umbre, stanno portando avanti realizzando periodicamente progetti specifici. Si tratta di un aiuto concreto a una popolazione che vuole sentirsi non abbandonata, ma sostenuta umanamente, oltre che materialmente, nel suo percorso di sviluppo. Per questo da alcuni anni, nel periodo estivo, sono molti i giovani delle parrocchie perugine che vanno a fare esperienza di volontariato a Zomba, attraverso il progetto “GiovaniInMissione”, vivendo la realtà di “Casa Perugia”, luogo di accoglienza per tanti professionisti che mettono volontariamente la loro esperienza a disposizione della popolazione locale in diversi settori, soprattutto agricolo e sanitario.

Mons. George Tambala, accolto in un clima di grande amicizia e stima, è giunto a Perugia per esprimere la riconoscenza della sua comunità per il prosieguo dell’impegno degli amici perugini, soprattutto per approntare nuovi progetti attraverso i quali è la Chiesa di Perugia-Città della Pieve a ringraziare il Malawi per l’opportunità datale nel mettere in pratica gli insegnamenti della condivisione cristiana che sono alla base del Vangelo della Carità. Oltre ad incontrare il cardinale Gualtiero Bassetti, il vescovo di Zomba ha fatto visita alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, al sindaco di Perugia Andrea Romizi, ad alcune comunità parrocchiali perugine, tra cui la parrocchia di Santo Spirito, concelebrando con il presidente onorario degli “Amici del Malawi”, mons. Saulo Scarabattoli, e la chiesa di San Severo dove ha concelebrato con mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, per l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Varie sono le parrocchie che si sono distinte in questi primi 40 anni di rapporto di amicizia. Accompagnato dal presidente degli “Amici del Malawi” don Marco Briziarelli e da alcuni membri del Consiglio dell’associazione, mons. Tambala ha fatto visita al Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi e a luoghi in cui viene quotidianamente praticato il Vangelo della Carità, gli Empori Caritas. Inoltre, nel recarsi a Ponte Felcino, dove nacque 40 anni fa il rapporto di amicizia Perugia-Zomba, dopo la celebrazione della messa con il parroco mons. Alberto Veschini, il vescovo del Malawi ha fatto visita agli immigrati ospitati presso il locale Ostello.

PERUGIA. CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDÌ DELLE CENERI

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“La Quaresima rischia di diventare un tempo debole, rispetto agli interessi delle persone che sono ben altro dei richiami della Parola di Dio e della Chiesa”. Lo ha detto, ieri sera, il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa del Mercoledì delle Ceneri celebrata in cattedrale, insieme ad un gruppo di giovani sacerdoti provenienti da tre continenti. “Questi sacerdoti, ospiti della nostra comunità per apprendere la lingua italiana – ha commentato –, sono testimoni di una Chiesa giovane a cui affidiamo le nostre speranze”.

Il rito delle ceneri esprime “certamente penitenza e domanda di perdono, ma soprattutto dimostra una cosa così semplice e chiara: siamo polvere, siamo cioè tutti deboli e fragili – ha osservato il porporato -. Quest’uomo, che si innalza e si sente potente (e ognuno di noi ha i suoi modi per innalzarsi), domani non sarà più nulla. Quest’uomo, diciamo pure questa nazione che si innalza e si sente forte e sfodera armi e denaro, rischia domani di sentirsi terribilmente debole. Siamo tutti polvere nonostante la nostra superbia e la cenere sul capo ce lo ricorda”.

“Il segno delle ceneri – ha aggiunto il cardinale – è certamente un segno austero come è il tempo quaresimale, ma ci è dato per aiutarci a vivere meglio e a farci capire quanto è grande l’amore di Dio, che si lega alla nostra fragilità e debolezza. E proprio a noi deboli e fragili Dio ha affidato il dono della pace, perché la viviamo, la custodiamo, la difendiamo e la costruiamo. In troppe parti del mondo la pace è quotidianamente offesa. Quanti popoli schiacciati dalla violenza, dalla fame, dai soprusi di ogni genere; quanti poveri alzano al cielo le loro mani vuote e invocano giustizia!”.

“Il Signore ha preso la polvere che noi siamo per farci ‘ambasciatori’ di pace e di riconciliazione. Noi cristiani siamo chiamati ad essere sentinelle di pace nei luoghi in cui viviamo e operiamo – ha concluso il card. Bassetti -. Ci è chiesto di vigilare per non cedere alle tentazioni dell’egoismo, della menzogna e della violenza. Il digiuno e la preghiera ci renderanno sentinelle attente e vigili perché non vinca in noi il sonno della rassegnazione al male, che ci fa ripiegare su noi stessi e sui nostri egoismi”.

ASSISI. IL RE DI GIORDANIA ALLA BASILICA DI SAN FRANCESCO

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Sua Maestà il Re di Giordania, Abdullah II, farà visita, accompagnato da Sua Maestà la Regina di Giordania, Rania, alla Basilica di San Francesco d’Assisi il prossimo 29 marzo per ricevere in dono, dai frati del Sacro Convento, la Lampada della pace di San Francesco per “la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse e l’accoglienza dei rifugiati “. All’incontro di Assisi saranno presenti anche la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, ha sottolineato che la lampada di San Francesco verrà consegnata dal Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, a Sua Maestà il Re Abdullah II che “in Medio Oriente e in tutto il mondo ha distinto sé stesso e il Regno Hascemita di Giordania attraverso la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse, la riforma del sistema educativo e la libertà di culto, e allo stesso tempo ha dato ospitalità e un rifugio sicuro a milioni di rifugiati. Queste sono le ragioni per le quali abbiamo deciso di premiare Sua Maestà con la Lampada della Pace”.

Durante la conferenza stampa di presentazione è stato annunciato dal direttore di Rai Ragazzi, Luca Milano, il cartone animato sul Santo di Assisi che andrà in onda sulle reti Rai.  “Un film d’animazione per ragazzi e famiglie, con attenzione particolare al pubblico che va dai 7 ai 14 anni – ha dichiarato il direttore Luca Milano -. Il film parte dall’incontro avvenuto nel 1219, ottocento anni fa, tra san Francesco e il Sultano d’Egitto. Da lì a ritroso, il film d’animazione presenta i momenti essenziali della vita del Santo di Assisi ai ragazzi d’oggi. Il film, avviato in produzione da Rai Ragazzi con uno studio di animazione torinese, sarà pronto per la trasmissione sulle reti Rai a fine 2019 e verrà quindi distribuito internazionalmente”.

TERNI. CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDÌ DELLE CENERI

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Mercoledì 6 marzo febbraio, inizio del tempo di Quaresima, periodo penitenziale verso la celebrazione della Pasqua, il vescovo mons. Giuseppe Piemontese ha presieduto la celebrazione con il rito della benedizione e imposizione delle Ceneri nella Cattedrale di Terni alle ore 18.30, con i sacerdoti e i fedeli della Comunità pastorale della Cattedrale.

Nella liturgia che caratterizza il primo giorno di Quaresima, il vescovo sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronare il fedele all’impegno penitenziale della Quaresima. Il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima prepara all’evento della Risurrezione attraverso la penitenza, il rinnovamento interiormente, la conversione.

“La Chiesa, in questo “tempo favorevole” ci propone e aiuta ad iniziare da capo – ricorda il vescovo nella sua lettera alla comunità diocesana per la Quaresima -. Per la società odierna, noi compresi, che tendiamo a sentirci e a comportarci come immortali, è quanto mai opportuno che la Chiesa, con il tempo liturgico della Quaresima, ci ricordi quale sia la nostra condizione, che benché indulga a manie di potenza, è impregnata di caducità e solo andando dietro Gesù Salvatore si può trovare consistenza e vita. Essa è un cammino, che partendo dal deserto delle tentazioni, e passando dal monte della trasfigurazione, conduce al monte della crocifissione e della Risurrezione”.

Di seguito l’omelia di mons. Giuseppe Piemontese:

Ricominciamo “da capo”
La nostra società conosce due modalità principali del tempo: lavoro – svago.
Lavoro che è sinonimo di fatica, generalmente costrizione, disagio… è il prezzo che si deve pagare per vivere o sopravvivere in attesa dello svago, divertimento, vacanza,
Il senso vero del lavoro e della festa purtroppo è nascosto e coperto dalla logica mondana e dalle manifestazioni amplificate e incentivate proposte dai media con la continua riproposizione e organizzazione di sagre, mascherate, carnevale, halloween, sfilate varie, vacanze invernali, pasquali, estive. Ogni occasione con i suoi riti e liturgie più o meno ripetuti e irriverenti.

Il tempo della Chiesa è tempo di Dio, per Dio, durante il quale l’uomo trova realizzazione, pienezza di vita nel senso più ampio, gioia. Un tempo che ripercorre la storia della salvezza, un tempo nel quale la comunità ed ogni singola persona si appropria della sua umanità, trasformata da Cristo e dal suo mistero di incarnazione, morte e risurrezione, disteso e trascorso nella storia.
Un tempo caratterizzato non tanto dalla allegria sguaiata, ma caratterizzato da gioia profonda, pensieri, sentimenti, memoria, attesa, compassione, pentimento, veglia, fraternità, convivialità, festa, eucarestia. Caratteristiche che si esplicitano in gesti, ritualità, canti, liturgie secolari simboliche e coinvolgenti persone e comunità, esteriorità e interiorità.

Inizia la Quaresima, con il rito delle ceneri: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.
Certamente ognuno di noi tende a sentirsi e a comportarsi come immortale e non è male che in qualche occasione ci si ricordi che la realtà non segue i nostri sogni. Ma il senso del rito celebrato in chiesa ha tutta un’altra portata.
Ritorniamo al racconto della creazione di Adamo, quando Dio prese della polvere della terra, la plasmò e con il suo soffio la rese essere vivente. Nel salmo 50 si dice che Dio gradisce un cuore contrito. Il termine contrito, dal latino conterere, (stritolare, consumare spiaccicati, triturati.) allude proprio a questo rendere polvere il cuore. Quando ci sentiamo afflitti, quando subiamo un’offesa o un’ingiustizia, quando subiamo una prova, senza ribellarci o adirarci, è come se il nostro cuore venisse pestato fino ad essere ridotto in polvere. È reso polvere quando non ha più diritti da avanzare, da rivendicare. Allora, come polvere della terra, Dio lo può plasmare di nuovo e il nostro cuore rinasce come essere nuovo, capace di sentimenti nuovi, più umani e divini allo stesso tempo.
È il senso appunto della penitenza quaresimale: riconsegnare il nostro cuore a Dio perché possa essere di nuovo modellato da Lui; lasciandoci plasmare dalla Parola, ascoltata nella preghiera, da una vita sobria, da relazioni rinnovate da Cristo con la grazia della sua passione, morte e risurrezione.
E’ il senso del cammino quaresimale, che inizia oggi e colma il nostro cuore di gioia e di speranza per la rinnovata vittoria di Cristo e nostra con Cristo sul peccato e sui tentacoli della morte.
La liturgia segna il cammino della conversione personale e comunitaria, quotidianamente; soprattutto la domenica lasciamoci ammaestrare per essere forti nella lotta quotidiana contro il peccato e il male.
Le armi per vincere sono quelle della tradizione, richiamate da Papa Francesco nel suo massaggio per la quaresima 2019:
“La Quaresima chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene”

L’attualità della quaresima di quest’anno richiama la nostra chiesa diocesana, coinvolta nella visita pastorale, ma anche nel confronto con la missione-giovani, all’accoglienza delle consegne del sinodo dei vescovi su “I giovani la fede e il discernimento vocazionale”. L’assemblea diocesana di domenica scorsa ci ha riproposto l’urgenza di prendere consapevolezza di essere Chiesa Madre nella cura e nell’accompagnamento delle giovani generazioni.

Quest’anno, in comunione con le Diocesi dell’Umbria, vogliamo dare corpo alla sinodalità delle nostre Chiese per preparare l’Assemblea Ecclesiale di ottobre p.v. sul tema “Perché la nostra gioia sia piena. L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. In un tempo di scristianizzazione e di indifferenza vogliamo lasciarci afferrare da Cristo, morto e risorto, per riconoscere le piaghe degli uomini contemporanei e annunciare in forma nuova il Vangelo mutuando l’entusiasmo e lo stile dei nostri santi fondatori e particolarmente dei santi Benedetto e Francesco.
Proprio in tema di missione, vogliamoaccogliere l’esortazione di san Paolo, nella seconda lettura, ad essere collaboratori di Dio, collaboratori al mistero della riconciliazione perché gli uomini possano fare esperienza dell’amore di Dio, della riconciliazione, testimoniata da noi, nel tempo favorevole.

 

TERNI. ALLA LIBRERIA PAOLINE INCONTRI SUI CLASSICI DELLA SPIRITUALITÀ

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La Libreria Paoline di Terni, in viale G. Mazzini 25, organizza degli incontri di introduzione alla lettura dei classici della spiritualità. Gli incontri saranno tenuti da Don Roberto Tarquini e si svolgeranno il giovedì, alle ore 17.30, nei locali della libreria.

Di seguito il programma degli incontri:
– Giovedì 14 marzo – Imitazione di Cristo
– Giovedì 21 marzo – La Vita di Cristo in Santa Teresa D’Avila
– Giovedì 28 marzo – Il Castello Interiore
– Giovedì 04 aprile – Come leggere San Giovanni della Croce

ASSISI. IL VESCOVO SORRENTINO E L’IMAM DI PERUGIA SOTTOSCRIVONO DOCUMENTO SULLA FRATELLANZA

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A distanza di un mese dalla firma del documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, tra Papa Francesco e il grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, giovedì 7 marzo alle ore 17,30 nella sala della Spogliazione di Assisi, il vescovo della diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, e l’imam di Perugia, Abdel Qader, firmeranno una dichiarazione di pieno accoglimento del documento e l’impegno a diffonderlo nelle rispettive comunità.

“Ci troveremo a riflettere sul Documento di Abu Dhabi – spiega il presidente della Commissione Spirito di Assisi, don Tonio Dell’Olio che terrà l’introduzione – e a vivere insieme il momento della firma della dichiarazione da parte del nostro vescovo e dell’imam di Perugia che impegna le rispettive comunità a mettere in pratica ciò che il Pontefice e il grande imam di Al Azhar hanno sottoscritto. Questo gesto vuole essere un passo in avanti per la costruzione della pace mondiale autentica in questa fase in cui sembra che la parola dell’odio possa prevalere su quella della compassione e della comprensione”. Ed “è per questo – conclude Dell’Olio – che invitiamo tutte le diocesi a fare lo stesso”.

DOCUMENTO SULLA FRATELLANZA UMANA PER LA PACE MONDIALE E LA CONVIVENZA COMUNE