SPOLETO-NORCIA. LE CELEBRAZIONI DEL PERIODO NATALIZIO

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Di seguito le celebrazioni nel periodo natalizio presiedute dall’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo:

Lunedì 24 dicembre 2018, Vigilia di Natale

  • Alle 16.30, Bevagna: Messa presso la casa per riposo per anziani.
  • A mezzanotte, Spoleto, Basilica Cattedrale: Messa della Notte di Natale.

Martedì 25 dicembre 2018, Giorno di Natale  

  • Alle 9.00, Spoleto, Hospice “La torre sul colle”: Messa del Giorno di Natale.
  • Alle 11.30, Spoleto, Basilica Cattedrale: Messa del Giorno di Natale.
  • Alle 17.00, Norcia, Centro pastorale “Papa Francesco” alla Madonna delle Grazie: Messa del Giorno di Natale.

Mercoledì 26 dicembre 2018, festa di S. Stefano  

  • Alle 10.00, Picciche di Trevi Messa nella festa di S. Stefano.
  • Alle 21.00, Baiano di Spoleto: Messa nel XX anniversario della morte del Servo di Dio don Andrea Bonifazi.

Domenica 30 dicembre 2018, festa della Sacra Famiglia

  • Alle 7.30, Spoleto: Messa a Casa Madre delle Suore della Sacra Famiglia.
  • Alle 9.00, Spoleto: Messa all’Istituto Nazareno delle Suore della Sacra Famiglia.
  • Alle 17.30, S. Giacomo di Spoleto: Messa.
  • Alle 19.00, Cannaiola di Trevi: Messa nel santuario del beato Pietro Bonilli.

Lunedì 31 dicembre 2018

  • Alle 18.00, Spoleto, Basilica Cattedrale: Te Deum di ringraziamento.

ASSISI. IL VESCOVO DICE MESSA ALLA TAGINA E ALLA COLUSSI

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Prima con i lavoratori della Tagina, poi con quelli della Colussi. Il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino che, ha sempre seguito le vicende delle due fabbriche umbre, venerdì 21 dicembre alle ore 10 celebrerà l’eucarestia prima nello stabilimento dell’azienda di ceramiche gualdese e poi si sposterà a Petrignano per la tradizionale messa e lo scambio degli auguri con i vertici e gli addetti della storica fabbrica di biscotti assisiate, in programma per le ore 13.

“Come pastore di questa comunità – dice monsignor Sorrentino – sento la gioia e il dovere di stare in mezzo a chi fa impresa, a chi produce e si impegna, nei rispettivi ruoli e competenze, non solo per il proprio legittimo interesse ma anche per la crescita e il bene comune. Queste due aziende, pur avendo attraversato momenti non facili dovuti alla crisi economica, ce l’hanno anche per l’unità che si è realizzata tra le esigenze dell’impresa e la disponibilità delle maestranze che rappresentano la spina dorsale di qualsiasi attività economica. Le due celebrazioni di venerdì – ha concluso monsignor Sorrentino – saranno l’occasione per fare gli auguri di felice e sereno Natale ma soprattutto per ribadire che non c’è futuro per un’impresa che non scommetta sul capitale umano e non rimetta la persona al centro delle proprie scelte strategiche”.

TERNI-NARNI-AMELIA. GLI AUGURI DEL VESCOVO ALLA COMUNITÀ DIOCESANA

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Quest’anno la visita pastorale mi ha dato l’opportunità e la gioia di incontrare le comunità cristiane nelle varie componenti: famiglie, associazioni e gruppi vari nelle parrocchie; ho stretto la mano a persone di oqnietà e condizione: bambini, giovani, adulti, anziani, sani, malati. Questi ultimi li ho visitati nelle proprie abitazioni, nella case di riposo, negli ospedali. Ho incontrato anche studenti nelle scuole, liberi professionisti, lavoratori sul luogo di lavoro o scioperanti per difendere il posto di lavoro, Istituzioni civili, giudiziarie e militari. Di tutti e di ognuno ho intuito o condiviso la propria storia, fatta di progetti, gioie, speranze, sofferenze, disagi, disoccupazione e preoccupazioni per il presente e o per il futuro.
Nei vari incontri non sono mancate persone povere, afflitte da vari gradi di precarietà e gli immigrati di ogni condizione: regolari e irregolari senza permesso di soggiorno, richiedenti asilo o giunti a noi dai corridoi umanitari; bambini inseriti nelle scuole pubbliche e minori non accompagnati. Ho incontrato urta umanità dalla provenienza globale: albanesi, rumeni,  africani, sudamericani, asiatici, bengalesi, filippini e di tante altre origini.
Una umanità mortificata dalla crisi economica, preoccupata non del futuro, ma del mese successivo, per molti di come arrivare al giorno dopo. E tuttavia ho incontrato tante persone animate dalla speranza e dalla voglia di resistere e lottare.
A tutti ho fatto risuonare la buona notizia che Gesù, duemila anni fa, è venuto a prendere su di sé la nostra umanità, le nostre miserie e a infonderci speranza, proclamando la Pace in terra agli uomini, che sono amati da Dio. Il grande messaggio di Gesù: Dio è padre di tutti gli uomini. E per questo gli uomini sono legati dal vincolo di fratellanza, a qualunque razza, popolo e nazione appartengano. Nel Natale tale annuncio si rinnova secondo la tradizione e risuona più attuale che mai anche ai nostri giorni. L’invocazione: “Vieni Signore Gesù” diventa grido comunitario e planetario perché gli uomini riscoprano il legame di fraternità, che li unisce ed inizi un tempo di pace, di giustizia e di benessere condiviso da tutti.

Un’icona. In questo Natale l’icona preminente non è quella di Gesù che nasce nella grotta, ma quella della Santa Famiglia di Maria, Giuseppe e il bambino Gesù in cerca di un rifugio, nella città di Betlemme e infine esule e profuga in Egitto.
Se vogliamo vivere un Natale vero, cristiano occorre che cambi il nostro cuore e ciascuno si apra a sentimenti e opere di compassione, umanità, accoglienza-e condivisione.

Quest’anno il “presepe vivente”, in molte parti d’Italia, non sarà una sacra “rappresentazione”, ma una drammatizzazione dal vivo perché le varie leggi e ordinanze che si vanno promulgando, se nelle intenzioni vogliono infondere sicurezza nelle nostre comunità, di fatto mettono sulla strada e abbandonano a se stessi e tra mille difficoltà, immigrati e cittadini indigenti, che si aggirano nelle nostre città. E tuttavia abbiamo fiducia perché, come suggerisce la parola di Dio, “Il povero grida e il Signore lo ascolta” (sal. 34,7). Vi sono ancora tra noi molti uomini e donne di buona volontà, più di quanto non immaginiamo, che a Natale e in futuro, si faranno strumenti generosi della vicinanza e della Provvidenza di Dio.

A tutte le persone incontrate, a quelle che non ho potuto incontrare, a te che mi ascolti auguro di sperimentare la provvidenza e la tenerezza di Dio, manifestata in Gesù Cristo, e di godere dei doni natalizi del benessere spirituale e materiale, della gioia e della pace.
Buon Natale e sereno anno nuovo!

+ P. Giuseppe Piemontese OFM Conv
Vescovo

TERNI. INCONTRI E CELEBRAZIONI IN DIOCESI IN VISTA DEL NATALE

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Un Natale che porti speranza, che faccia partecipi tutti, in modo particolare le persone sole, malate e bisognose, della gioia della festa e dell’amore di Dio. E’ il Natale che la chiesa diocesana si appresta a vivere nella fraternità e solidarietà.
«E’ preminente in questo Natale l’icona della Santa Famiglia in cerca di un rifugio, nella città di Betlemme e infine esule e profuga in Egitto. Se vogliamo vivere un Natale vero, cristiano occorre che cambi il nostro cuore e ciascuno si apra a sentimenti e opere di compassione, umanità, accoglienza e condivisione» scrive il vescovo nel messaggio per il Natale 2018.

I prossimi incontri in programma:

  • Martedì 18 dicembre alle ore 10 incontro con gli studenti dell’istituto omnicomprensivo Einaudi di Narni scalo, che come ogni anno hanno contributo al pranzo di Natale con gli addobbi e l’allestimento dei tavoli.
    Alle 11.30 celebrazione prenatalizia per i dipendenti della Cosp Tecno Service di Terni.
  • Giovedì 20 dicembre alle ore 12, presso la sede della facoltà di Economia di Terni dell’Università degli studi di Perugia, ci sarà la cerimonia di consegna della raccolta effettuata dagli studenti, insegnanti e personale amministrativo, di alimenti e di giocattoli per gli Empori solidali della Caritas e della San Vincenzo alla presenza del vescovo Piemontese
    Alle ore 18.00 nel salone della Curia, il Vescovo incontrerà responsabili e delegati delle Associazioni, dei Gruppi e dei Movimenti Ecclesiali per condividere un momento di preparazione al Natale e per uno scambio augurale.
  • Venerdì 21 dicembre alle ore 9.15 celebrazione per studenti, docenti e personale dell’Istituto Leonino nella chiesa di Sant’Antonio
    Alle ore 11.30 celebrazione prenatalizia all’Asm – Azienda Servizi Municipalizzati, nella sede dell’azienda a Maratta Bassa.
    Alle 16 il vescovo incontrerà gli operatori e volontari della Caritas diocesana, dei Centri di ascolto e degli Empori solidali per lo scambio augurale nella sede della Caritas diocesana.
  • Sabato 22 dicembre alle ore 12 il vescovo riceverà i membri dell’Azione Cattolica diocesana per uno scambio augurale
  • Domenica 23 dicembre alle ore 11 il vescovo celebrerà la santa messa prenatalizia alla Comunità Incontro di Amelia
  • Lunedì 24 dicembre alle ore 23.45 nella Cattedrale di Terni il vescovo presiederà la celebrazione della Notte di Natale, martedì 25 dicembre la solenne concelebrazione eucaristica del Natale del Signore alle ore 11 la nella Concattedrale di Narni e alle ore 18 la concelebrazione della solennità del Natale nella Concattedrale di Amelia.

Segno di solidarietà con i più poveri è il tradizionale appuntamento natalizio del pranzo di Natale in Episcopio del 25 dicembre (ore13). Con il vescovo Giuseppe Piemontese siederanno a tavola 130 invitati, assistiti dalle associazioni caritative della diocesi, in gran parte coloro che frequentano ogni giorno la mensa diocesana “San Valentino”, ma anche intere famiglie che hanno deciso di trascorre la festa non a casa propria ma insieme ai più bisognosi della città. I volontari si occuperanno della buona riuscita della giornata, dall’allestimento all’accoglienza, dalla preparazione del cibo al servizio ai tavoli, il tutto grazie anche alla collaborazione di gruppi e movimenti della diocesi, che si sono suddivisi i vari compiti, per dare far vivere ad ogni ospite la gioia di un Natale insieme.

Al pranzo di Natale contribuiscono: il Lions Club San Valentino di Terni, l’Azienda Servizi Municipalizzati con il dono dei dolci tradizionali, la Cosp Tecno service, l’Ast e, come ormai da diversi anni, anche gli studenti dell’Istituto “Casagrande – Cesi” di Terni con la preparazione dei pasticcini per il pranzo, e gli studenti dell’Istituto comprensivo tecnico commerciale di Narni scalo che hanno preparato gli addobbi per la tavola e i segnaposto con un pensiero augurale, frutto di percorso didattico e formativo legato al tema della solidarietà che sta alla base di questo loro impegno per il Natale.

PERUGIA. RIAPERTA LA STORICA CHIESA SANTA MARIA ASSUNTA

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Una festa per la comunità del quartiere di Monteluce e per l’intera città di Perugia, quella della riapertura al culto della chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta, risalente al secolo XIII, splendido scrigno di storia e di arte, avvenuta domenica 16 dicembre, dopo essere stata chiusa nel marzo 2017 a seguito dell’ultimo evento sismico. Una festa che “raddoppia”, perché avvolta dal clima delle imminenti festività natalizie, come ha detto il “padrone di casa”, il prefetto Claudio Sgaraglia, nell’intervenire all’incontro di presentazione dei lavori di consolidamento strutturale tenutosi dopo la celebrazione eucaristica di riapertura presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti. La proprietà della chiesa di Monteluce è del Ministero dell’Interno, facente parte del Fec, il Fondo edifici di culto, del quale fanno parte, come ha precisato lo stesso prefetto, 850 chiese italiane di cui 23 nella sola provincia di Perugia. Soddisfazione per la sinergia e la collaborazione di tutte le istituzioni prodigatesi per la conservazione e salvaguardia di questo importantissimo luogo di culto e di storia del capoluogo umbro, è stata espressa dal prefetto Sgaraglia e dal cardinale Bassetti.

Alla riapertura della chiesa sono intervenuti anche il segretario generale del Ministero dei beni e delle attività culturali, Giovanni Panebianco, la direttrice della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Umbria, Marica Mercalli, e il sindaco di Perugia Andrea Romizi. Il parroco don Nicola Allevi, nel dare il benvenuto di buon mattino (erano da poco trascorse le 9) a tutti i presenti (diverse centinaia di fedeli), che hanno gremito la chiesa in una gelida domenica di tardo autunno, ha esordito dicendo: «Il 16 dicembre 2018 la comunità di Monteluce rientra in casa sua e questo è per noi una grande gioia grazie all’iniziativa del Ministero dell’Interno e a quanti si sono adoperati nella realizzazione dei lavori necessari alla messa in sicurezza della chiesa».

All’interno la chiesa si presenta con una grande rete di nylon con tiranti di metallo posta all’altezza delle volte in protezione da eventuali distacchi di intonaco; mentre all’esterno è stato realizzato un ponteggio a protezione della facciata e controfacciata, in particolar modo del rosone. Queste opere sono state necessarie per permettere l’esecuzione del completamento dei lavori di consolidamento strutturale di parte delle volte interne, del tetto e del rosone, senza compromettere l’uso della chiesa. E’ stato proprio il distacco di parti di intonaco dalle volte che ha determinato, nel marzo 2017, l‘ordinanza del Comune di Perugia di chiusura al pubblico della chiesa.

Questi lavori, come è emerso dai vari interventi nel corso della loro presentazione, hanno richiesto del tempo non solo di procedure, come ha spiegato la soprintendente Mercalli, «ma abbiamo avuto delle precedenze di interventi per evitare una perdita irreparabile del patrimonio delle chiese distrutte nella Valnerina, la zona più colpita dal terremoto del 2016, che ha causato danni ingenti».

Il segretario generale Panebianco, legato alla città di Perugia, nel prendere la parola ha detto: «abbiamo restituito alla comunità questa bellissima chiesa, parte di un patrimonio storico-artistico unico al mondo, ma estremamente fragile che noi tutti abbiamo il dovere di custodire come cita l’articolo 9 della Costituzione. Da oggi i fedeli e tutti coloro che a vario titolo di fruizioni individuale, spirituale e turistica possono accedere in sicurezza in questo luogo e il nostro impegno è quello di fare il possibile affinché i lavori definitivi si realizzino da qui a poco senza compromettere il suo uso».

Visibilmente commosso il sindaco Romizi, che ha ricordato: «Questo luogo è da sempre una parte importante della nostra città, un luogo nel quale tutti noi e i nostri antenati si sono ritrovati in tante occasioni di gioia e di dolore (la chiesa era adiacente alla sede dello storico Policlinico Santa Maria della Misericordia, n.d.r.), in una dimensione profondamente intima e comunitaria. Un luogo che non poteva non essere restituito al quartiere di Monteluce che sta rivivendo un momento di grande speranza con l’avvio di diversi cantieri e con la presenze di diverse attività pubbliche e private di interesse sociale».

Alle parole del primo cittadino hanno fatto da eco quelle del parroco don Nocola: «E’ un momento di grande speranza per la nostra Monteluce con la sua “piazza” che piano piano sta prendendo forma con i nuovi uffici comunali, la nuova sede dell’Usl, lo studentato, la clinica “Porta Sole”, la nostra chiesa che viene  riaperta… Tutti segni che danno speranza al domani, ad un futuro florido, che possa ridare anche lavoro a tante persone che abitano questo quartiere di Perugia».

Il cardinale Bassetti, nell’introdurre alla celebrazione eucaristica, ha evidenziato che «soltanto attraverso un’opera in sinergia si è tornati a vivere questa splendida chiesa cara al popolo perugino. Prima di tutto ringraziamo il Signore per averci permesso di ritornare in questo luogo sacro, perché è sempre Lui nella nostra vita il datore di tutti i beni tanto più che stiamo per celebrare la liturgia della Terza domenica di Avvento, che ci invita a prepararci come assemblea riunita nel nome di Dio a vivere il mistero dell’incarnazione del Natale che sta per compiersi».

«Non c’è motivo di essere tristi perché il Signore è vicino – ha esordito nell’omelia il cardinale –. Un Dio che si prende cura di noi, che ci dona la pace e custodisce i nostri cuori e i nostri pensieri e ci ascolta. Dio è la fonte della nostra forza, della nostra gioia». Commentando il Vangelo della domenica, il presule ha detto: «Stamani è la figura di Giovanni il Battista che ci prende per mano per condurci a sperimentare sul serio questa gioia. La gioia non nasce dai nostri successi, ma dall’ascolto della Parola di Dio. Giovanni ci chiede di diventare retti, onesti, leali, ci invita al comportamento generoso e umano nei confronti dei nostri fratelli in una società come la nostra dove è facile essere arroganti, trattare male soprattutto chi non si conosce e conta poco. Infine Giovanni ci chiede di servire i fratelli e di aprirci al prossimo con parole molto forti: “Chi ha due tuniche ne dia una e chi ha da mangiare pensi anche al povero. La risposta di Giovanni va attualizzata nella nostra vita aprendo ancor più il cuore alla carità, di fare più spazio ai deboli. Nell’annuncio del Battista dinanzi a Gesù: “io vi ho battezzato in acqua, lui vi battezzerà in Spirito Santo”, si nasconde il motivo della nostra gioia».

PERUGIA. PRESENTATE LE INIZIATEIVE DEL NATALE

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Il presepe rappresenta la Natività e i Magi, ma sta diventando quasi un simbolo di contrapposizione e di divisione, invece proprio la figura dei Magi, nel Vangelo di Matteo, rappresenta una profezia di inclusione». Ad evidenziarlo è stato il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve mons. Paolo Giulietti intervenendo alla conferenza stampa di presentazione degli eventi natalizi del “Presepe di Piazza”, del “Pranzo di Natale” e della “Lotteria di San Costanzo”, tenutasi in arcivescovado il 14 dicembre, a cui sono intervenuti anche il direttore della Caritas diocesana il diacono Giancarlo Pecetti, il presidente del Consiglio comunale di Perugia Leonardo Varasano, l’assessore alla scuola e al sociale del Comune di Anghiari (Ar) Angela Cimbolini e il presidente del Consorzio Perugia in centro Sergio Mercuri. «I Magi, che sono i lontani, i pagani, quelli che non conoscono il Dio di Israele e le sue profezie – ha proseguito mons. Giulietti – sono loro i primi, secondo l’evangelista Matteo, ad incontrare la Natività, il Verbo di Dio fatto carne, il Bambino di Betlemme, guidati da una stella».

«L’augurio – ha detto il vescovo ausiliare – è quello che il “Presepe di Piazza”, realizzato con sagome di legno di varia grandezza dagli alunni del Liceo Artistico di Anghiari nelle Logge di Braccio della nostra cattedrale, rappresenti davvero un punto di incontro per le diverse culture e presenze cittadine attorno a questo mistero, che è un mistero mai di divisione ma di inclusione, dice san Paolo nel ricordarci che Gesù ha abbattuto i muri tra gli uomini e il Natale possa segnare l’abbattimento di questi muri nel riconoscerci tutti attorno alla Natività». Il “Presepe di Piazza” sarà inaugurato dal cardinale Gualtiero Bassetti e dal sindaco Andrea Romizi domenica 16 dicembre, alle ore 16.30.

Il direttore della Caritas diocesana Pecetti ha presentato l’iniziativa del “Pranzo di Natale” offerto da anni dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti alle persone sole o senza fissa dimora, ai frequentatori abituali delle parrocchie del centro storico, a quanti vivono tutto l’anno nelle opere segno diocesane e agli assistiti dei progetti corridoi umanitari e accoglienza richiedenti protezione internazionale. Questi ultimi, un centinaio, sono in attesa del permesso di soggiorno, ha sottolineato il direttore della Caritas, mentre le persone senza fissa dimora, per le quali il Comune di Perugia sta predisponendo un piano di accoglienza con l’abbassarsi delle temperature, sono circa una quindicina. Il prossimo 25 dicembre si ritroveranno in 80-90 persone insieme al cardinale Bassetti e ai suoi collaboratori Caritas, presso la struttura ricettiva diocesana “Villa Sacro Cuore” di Perugia, per consumare insieme il pranzo della festività religiosa più attesa dell’anno.

La “Lotteria di San Costanzo”, «novità assoluta», definita da mons. Giulietti, delle festività natalizie perugine di quest’anno, è stata realizzata insieme con il Comune di Perugia, con le associazioni delle realtà commerciali del centro storico e «con molte aziende – ha commentato lo stesso vescovo ausiliare – che hanno collaborato generosamente offendo o cedendo a prezzi di favore i premi di questa ricca lotteria», che saranno estratti il prossimo 29 gennaio, festa del Santo patrono Costanzo, vescovo e martire. «E’ una festa – ha sottolineato mons. Giulietti – che viene celebrata in maniera significativa dal punto di vista sia civile sia religioso a cui mancava un’anima caritativa che è molto importante ribadire, perché le feste devono essere occasioni non solo per celebrare l’identità di una comunità, che è importante, o per ritrovarsi insieme attorno ad una memoria, ma anche come costruire una comunità per dare sempre la possibilità di integrare le persone al suo interno». La “Lotteria di San Costanzo” richiama la comunità perugina a sostenere i cittadini che hanno più bisogno, destinando i suoi proventi alla realizzazione di alcuni progetti socio-caritativi.

In sintesi, ha concluso mons. Giulietti, «queste tre iniziative natalizie favoriscono l’inclusione e alimentano l’anima caritativa della nostra città».

L’EVENTO: “NATALE TRA UMBRIA E TOSCANA”

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Per la prima volta nove sono le istituzioni comunali che aderiscono al progetto con un calendario programmatico legato alle festività del Natale, con un fattivo coordinamento in rete che si estende anche alla Toscana coinvolgendone due comuni.

Obiettivo dell’iniziativa è la riflessione sul Mistero della Nascita tramite eventi culturali che si terranno nelle chiese o nei musei del territorio dell’Alto Tevere Umbro e Toscano, spazi di particolare bellezza artistica e architettonica e di accresciuta suggestione grazie all’allestimento di presepi artistici. L’evento legato al periodo delle festività natalizie interesserà i mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019 con ben dodici appuntamenti destinati ad un pubblico di turisti e cittadini.

PROGRAMMA

PERUGIA. LA MOSTRA “LA GRANDE GUERRA: BAGLIORI DI FEDE”

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Promossa dall’Associazione Musei Ecclesiastici Umbri (MEU), con il contributo della Regione Umbria, nell’anno centenario della fine della prima guerra mondiale, il Museo Capitolare di Perugia, in Piazza IV novembre, lo scorso 8 dicembre ha inaugurato la mostra “La grande guerra: bagliori di fede. Santini e cartoline a soggetto religioso nel primo conflitto mondiale”, a cura dello storico Luciano Tosi, con la collaborazione del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC).

Attraverso i circa 300 documenti iconografici esposti, esempi particolari di stile liberty, si ripercorrono le vicende del Paese e della Chiesa italiana, che, durante il conflitto, superarono definitivamente la storica frattura prodotta dal Risorgimento. Clero e laici cattolici parteciparono in maniera significativa alla dura prova cui la guerra sottopose l’Italia. Nei santini con le immagini di Gesù e Maria sui campi di battaglia e le preghierein tempore belli, si coglie il tentativo di mediare tra l’impegno dei cattolici per la causa nazionale e la vocazione alla pace della Chiesa, testimoniata dalla nota invocazione del papa Benedetto XV contro l’“inutile strage”. Le cartoline, spesso opera di noti illustratori e edite anche da organismi di propaganda laici e statali, documentano con le ricorrenti immagini delle famiglie dei soldati e delle messe al campo, il ruolo affidato alla religione nel sostenere il morale della popolazione e dell’esercito.

La mostra, ad ingresso libero, è visitabile da martedì-venerdì, ore 9-14: da sabato-domenica, ore 10-17, fino al 6 gennaio 2019.

CITTA DELLA PIEVE. IL CARD. BASSETTI E DACIA MARAINI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA STELLA DI MYRIAM”

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Sarà presentato sabato 15 dicembre, alle ore 17, nella Chiesa del Monastero delle Clarisse Santa Lucia di Città della Pieve, il libro di suor Maria Manuela Cavrini dal titolo: La stella di Myriam (Itaca Edizioni). Clarissa bolognese della comunità monastica della cittadina umbra, suor Cavrini, responsabile della rivista «Forma Sororum. Lo sguardo di Chiara d’Assisi oggi», è autrice di diverse pubblicazioni, tra le più recenti: In viaggio con Dio. 100 briciole di fede per il cuore (2012); Sequela. Quattordici volti biblici, con Sandro Carotta (2015); La terra buona della misericordia, con Germano Marani (2016).

Fulcro della presentazione della sua ultima fatica letteraria sarà il dialogo del cardinale Gualtiero Bassetti con Dacia Maraini attorno al grande tema posto dal libro e ben sintetizzato dalla frase che conclude la prefazione della scrittrice fiorentina (che si professa non credente): «il dialogo con Dio che ci salverà dai mali del mondo». Una prefazione che coglie il nocciolo di questa pubblicazione come opera che nasce dalla certezza della fede come necessaria al vivere. Scrive infatti la Maraini: «Dio ci pone interrogativi inquietanti: “Perché alcuni credono e altri no?” si domanda Myriam. Perché Dio permette il male? “Sono domande universali e necessarie per ogni vita veramente razionale, sono domande previe di ogni cultura e filosofia”. Risposte non ce ne sono se non quelle che salgono dal profondo della fiducia: la fede è un dono di Dio, che si svela all’uomo quando meno se lo aspetta, si fa sentire, lo interpella, lo invade e lo innamora».

Un libro che è rivolto a tutti coloro che hanno il cuore giovane, cioè a persone in ricerca, che puntano all’Oltre. Un romanzo il cui obiettivo è arrivare fuori dalle sacrestie per giungere lì dove si gioca la vita dell’uomo, perché tanti possano conoscere la bellezza e il fascino della fede, che quando è autentica genera sempre un nuovo modo di vivere l’avventura drammatica e stupenda della vita.

Oltre al cardinale Gualtiero Bassetti e a Dacia Maraini, si confronteranno su questi temi Silvia Di Fabrizio, insegnante di liceo, Eugenio Dal Pane, editore. Modera l’incontro il giornalista Paolo Scandaletti e ci sarà un saluto iniziale del sindaco Fausto Scricciolo.

ASSISI. CONCERTO DI NATALE PER L’ITALIA DEI FRATI

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Sarà il tenore di caratura internazionale José Carreras con la sua inconfondibile voce ad esibirsi per la prima volta al tradizionale Concerto di Natale dei frati Sacro Convento di Assisi che ogni anno si tiene nella Basilica Superiore di San Francesco. L’evento, giunto alla XXXIII edizione verrà registrato sabato 15 dicembre alle 11.00 e trasmesso in Eurovisione il 25 dicembre su Rai1 dopo la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco.

Il concerto sarà diretto dal Maestro David Giménez e ad accompagnare il tenore spagnolo, che interpreterà canti della tradizione natalizia, ci sarà l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, il coro di voci bianche de “I piccoli musici” diretto dal Maestro Mario Mora, e il coro maschile “Coenobium Vocale” diretto da Maria Dal Bianco.

Lo ha reso noto il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, che sottolinea «la gratitudine verso la Rai e l’importanza del messaggio spirituale che ogni anno parte da Assisi per raggiungere le case di milioni di italiani. Attraverso la musica – continua padre Fortunato – vogliamo suscitare speranza e fraternità nelle famiglie abbattendo così rabbia e imbarbarimento che stanno invadendo la nostra società».

Il Concerto di Natale è promosso dal Sacro Convento di Assisi, dalla Rai e da Intesa Sanpaolo.