QUARESIMA, TEMPO DI CONVERSIONE

Mercoledì 22 febbraio la Chiesa entra nel tempo salutare della Quaresima. La liturgia di questo giorno è marcata storicamente dall’inizio della penitenza pubblica di Gesù e dall’intensificazione dell’istruzione dei catecumeni, che dovevano essere battezzati durante la Veglia pasquale. Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito dell’imposizione delle ceneri.
Proponiamo una riflessione sul periodo della Quaresima offertaci dalle Clarisse di Trevi.
Con il rito dell’imposizione delle ceneri, avrà inizio la Quaresima, il cammino di quaranta giorni che ci porterà alla Pasqua. La comunità cristiana è già nella grazia pasquale, ma non è ancora totalmente libera dal “lievito” del peccato. Per questo deve fare ogni anno il cammino del popolo nel deserto, cammino di conversione. Convertirsi vuol dire seguire Gesù, decidersi per lui e per il Vangelo, ritornare alla comunione con Dio e con i fratelli. La conversione è una grazia e la Chiesa, in risposta alle parole di Gesù, «Convertitevi e credete al vangelo!», ci fa pregare con le parole del salmo 84: «Convertici a te, Dio, nostra salvezza!». Non possiamo realizzare da noi, con le nostre forze neppure questo primo passo del cammino: la conversione è dono di Dio, è lui stesso a suscitare in noi il desiderio di tornare a lui, di ricominciare sempre questo cammino interiore per mezzo del quale ci apriamo a lui. Antonio abate, patriarca e padre di tutti i monaci, diceva in modo lapidario: «Ogni mattina mi dico: oggi comincio!».

La preghiera, ascolto della Parola

La conversione quaresimale è condotta da Dio mediante la sua Parola. Inizia quindi un periodo nel quale la parola di Dio deve essere ascoltata con particolare intensità e docilità di cuore. Gesù per quaranta giorni nel deserto ha combattuto e vinto il tentatore grazie alla forza della Parola. Nelle domeniche del tempo quaresimale sentiremo risuonare parole forti: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna»; «se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto»; incontreremo Abramo, nostro padre nella fede e i profeti; ascolteremo gli annunci dell’apostolo Paolo; contempleremo Gesù salire a Gerusalemme con determinazione, per offrire la sua vita per la salvezza di tutti. Potremmo cercare di tornare quotidianamente sulle letture ascoltate la domenica, per non lasciar cadere nel vuoto la Parola, ma piuttosto meditarla, custodirla e realizzarla.

Il digiuno, ricerca dell’essenziale

Di cosa abbiamo fame e sete? Da che cosa dipende la nostra vita? Il digiuno cristiano è anche risposta a questa domanda. C’è una fame che non è solo bisogno di “pane”, c’è una insaziabilità e una ingordigia che ci portano a stare davanti al computer incapaci di dire dei “no” o che ci fanno pendere dalla TV che ci riempie di immagini e di parole o che ci spingono a rispondere in modo quasi ossessivo ai nostri bisogni, nel desiderio di procurarci tutto e subito. Il digiuno può riguardare tutto questo e non solo: bisogna imparare a digiunare dal bisogno della stima altrui, dalle parole vane o omicide, dal nostro amor proprio. La conversione quaresimale investe tutto l’uomo nella sua integrità di anima e corpo. Provare a digiunare è dunque una risposta alla domanda: cosa cerco realmente? Cosa riempie la mia vita? Sì, il digiuno aiuta a scavare in profondità, a conoscersi nella propria interiorità, nel segreto dove Dio vede ed è trovato.

L’elemosina, condivisione di quanto ci appartiene

La Quaresima, infine, è anche l’occasione per riflettere su ciò che si possiede, su quanto è veramente necessario, sui beni che possono essere condivisi con i bisognosi. La conversione quaresimale è sempre cammino di amore e solidarietà. Proprio perché si torna a Cristo, si va verso i fratelli: seguendo il Signore Gesù che non ha tenuto come un possesso privato ciò che aveva ma lo ha condiviso con noi (le parole che il Padre gli aveva dato, lo Spirito, la sua stessa vita divina) siamo invitati a fare altrettanto. Più crescono il peso delle tasse e il pericolo dell’indigenza, più occorre aprirsi gli uni agli altri e il cammino della Quaresima è proprio il tempo propizio per allenarci a questo sguardo attento alle necessità di chi ci sta accanto.

Anche noi, con voi, percorriamo questa via. Anche per noi questo è tempo di conversione, di preghiera, digiuno e carità, di silenzio, scandito settimanalmente dalla celebrazione della Via crucis. Nelle vostre parrocchie (nelle quali non mancheranno momenti di incontro ai quali vi invitiamo a partecipare), come nelle nostre comunità e nei monasteri in questo tempo un popolo camminerà sulla via del ritorno a Dio. «Signore, sostienici con la tua fedeltà, fa’ che di giorno in giorno siamo trasformati a tua immagine, convertiti dalla tua grazia». Buon cammino!

Le Clarisse di Trevi

 

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CITTA’ DI CASTELLO. LETTERA DEL VESCOVO PER LA QUARESIMA

Il tuo Amore misericordioso ci salvi!

 

Carissime famiglie,
carissimi fratelli e sorelle della Chiesa tifernate,

attraverso il parroco che viene a farvi visita in occasione della benedizione pasquale (“l’acqua santa”), mi faccio vivo anch’io, vostro vescovo, con la presente lettera.

Anzitutto un cordiale saluto. Mi piacerebbe potervi incontrare, sedermi alla vostra tavola e ascoltare le vostre gioie e le vostre sofferenze per sviluppare una relazione di maggiore conoscenza e di dialogo amichevole.
Mi piacerebbe ascoltare e ringraziare il Signore per le vostre belle testimonianze, quelle che normalmente non fanno notizia nelle cronache degli uomini e però costituiscono realmente quella Storia buona che dà senso pieno alla vita. Mi riferisco all’onestà, alla pazienza, alla solidarietà, alla fede, alla preghiera… Vedo in giro molti esempi di vita buona e santa, così discreti da passare quasi inosservati. Ma, grazie a Dio, ci sono e contano molto. “Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,4).

Mi immagino poi di sentirvi parlare dei momenti difficili che stiamo attraversando: la disoccupazione (un giovane su tre non ha lavoro), i bilanci in passivo, le prospettive future non rassicuranti, relazioni affettive che saltano facilmente… Questo ed altro ancora sembra avere come causa l’emergere dell’egoismo, dell’avidità, dell’orgoglio, della violenza istintiva. E ci domandiamo: Come uscirne? Ce la faremo? Come rimuovere le cause della crisi?
Fratelli e sorelle, la speranza umana e cristiana ci incoraggia e ci impegna a livello personale, sociale, ecclesiale. La speranza umana è fondata nel fatto che, tutti gli uomini hanno una bontà di fondo che, se viene attivata, può capovolgere realmente – non certo in modo magico – le situazioni. Tiriamola fuori con coraggio!

La speranza cristiana è fondata sulla certezza che siamo amati da un Dio che è Amore e Misericordia. Gesù è venuto a mostrarci concretamente come vivere bene, come spendere la vita nel segno dell’Amore, come vincere e superare il male con il bene. E, dopo avercene dato l’esempio, ci offre Lui stesso la reale e concreta possibilità di vivere anche noi come Lui, donandoci la sua Parola, il suo Spirito, la sua Presenza amorevole. Il Signore è con noi, oggi, perché è risorto e vuole fare risorgere anche noi. È questa la Pasqua cristiana.

“Sono risorto e sono qui con voi, con il mio Amore e la mia Misericordia per accompagnarvi nel cammino tracciato da me verso la casa del Padre buono”.

Come scrivevo nella Lettera pastorale: lasciamoci educare da Gesù maestro di misericordia. Accogliamo il Signore e il Maestro misericordioso che sta bussando alla porta del nostro cuore e delle nostre case. Egli desidera essere nostro ospite. Non per complicarci la vita, ma, al contrario, per donarci gioia, pace, speranza. “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Apc 3,20).

Gesù, entrando nei nostri pensieri, affetti e comportamenti, ci offre due regali davvero impagabili, che solo Lui può farci: la gioia della sua amicizia e la spinta più forte per diventare anche noi buoni e misericordiosi come Lui. “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio” (Lc 6, 36-38).

Cominciamo dalle piccole cose quotidiane: un momento di silenzio e di preghiera (personale ed anche in famiglia, meditando qualche brano del Vangelo), una parola e un gesto di attenzione, un servizio fatto col cuore, una gentilezza, un sorriso, un saluto, una visita, un “ti aiuto volentieri”, una richiesta e un’offerta di perdono… Queste cose, alla nostra portata, attuate con amore ogni giorno, fanno una giornata cristiana. Tante di queste giornate, fanno una vita cristiana come quella di Gesù e dei suoi santi discepoli. Così cresciamo nell’amore e ci sosteniamo a vicenda nella ricerca del vero bene di tutti, aprendo orizzonti di speranza specialmente per i giovani, i malati, i poveri, i disperati.

È questa la gioia della Pasqua che auguro a me e a tutti voi, benedicendo di cuore le vostre famiglie.

+ Domenico Cancian f.a.m.
 

Vescovo di Città di Castello

 

 


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TERNI. LA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO ORGANIZZA “NELLA VECCHIAIA DARANNO ANCORA FRUTTI”

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ORVIETO. IL CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI PER LA QUARESIMA

I Parroci della città di Orvieto anche quest’anno invitano i fedeli a vivere la Quaresima in forma di pellegrinaggio tra le parrocchie. «E’ l’antichissima tradizione delle Quarant’ore – scrivono – che si rinnova intorno all’Eucaristia, Pane del cammino».

Questo cammino, guidato dall’arcivescovo mons. Giovanni Marra, amministratore apostolico della Diocesi di Orvieto-Todi, avrà inizio Mercoledì delle Ceneri in Duomo e si concluderà Lunedì Santo, sempre in Duomo, con la celebrazione comunitaria del Sacramento della Penitenza.

Di seguito il calendario delle celebrazioni.

22 Febbraio

ore 18 – Mercoledì delle ceneri: in Duomo inizio del Cammino quaresimale, benedizione e imposizione delle ceneri.

Parrocchia di S. Giovenale

27 – 28 – 29 febbraio

Chiesa Madonna della Cava: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica; ore 18 – S. Messa e Catechesi.

1 Marzo – Chiesa di San Giovanni: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica; ore 18 – Stazione quaresimale. Concelebrazione del Presbiterio cittadino presieduta dal Vescovo.

Parrocchia di S. Domenico

5 – 6 – 7 Marzo: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica; ore 18 – S. Messa e Catechesi.

8 Marzo: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica; ore 18 – Stazione quaresimale. Concelebrazione del Presbiterio cittadino presieduta dal Vescovo

Parrocchia del Duomo

12 – 13 – 14 Marzo

Chiesa di S. Giuseppe: ore 9 – 12 – S. Messa e Adorazione Eucaristica;  ore 18 –

S. Messa e Catechesi

15 Marzo – Chiesa di S. Giuseppe: ore 9 – 12 – S. Messa e Adorazione Eucaristica;

ore 18 – Stazione quaresimale. Concelebrazione del Presbiterio cittadino presieduta dal Vescovo.

Lunedì 19 Marzo – Festa di S. Giuseppe, Patrono della Città e Diocesi.

Ore 8.30  e ore 11 – S. Messe in San Giuseppe.

Ore 17 – In Duomo: Concelebrazione presieduta dal Vescovo -  Al termine Processione verso la Chiesa di San Giuseppe con l’immagine del Santo.

20 Marzo – Chiesa del Buon Gesù: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica;

ore 18 – S. Messa e Catechesi.

21 Marzo – Chiesa di S. Bernardino: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica;

ore 18 – S. Messa e Catechesi.

22 Marzo – Chiesa di S. Paolo: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica;

ore 18 – Stazione quaresimale. Concelebrazione del Presbiterio cittadino presieduta dal Vescovo.

Parrocchia di S. Andrea

26 – 27 – 28 Marzo: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica; ore 18 – S. Messa e Catechesi.

29 Marzo: ore 9 – 12 – Adorazione Eucaristica; ore 18 – Stazione quaresimale.

Concelebrazione del Presbiterio cittadino presieduta dal Vescovo

2 Aprile – Lunedì Santo – ore 18 Conclusione del Cammino Quaresimale in Duomo. Celebrazione Comunitaria della Penitenza

6 Aprile – Venerdì Santo – ore 21 Via Crucis per le vie della Città: dalla Chiesa di San Giovenale alla Chiesa di Sant’Andrea.

Nel corso dell’Adorazione del mattino i fedeli sono invitati a pregare perché il nuovo Pastore della diocesi  che il Papa ci invierà sia secondo il disegno di Dio. Nella catechesi della sera i fedeli mediteranno il Motu Proprio “La Porta della Fede” con il quale Benedetto XVI ha indetto l’Anno della Fede   dal 12 ottobre 2012.

 

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MONS. GIUSEPPE BETORI CREATO CARDINALE DA PAPA BENEDETTO XVI

Il folignate mons. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, è il terzo figlio della Chiesa umbra ad entrare a far parte del Collegio cardinalizio, dopo i cardinali Ennio Antonelli di Todi e Fortunato Baldelli di Assisi. E’ stato creato cardinale da Papa Benedetto XVI nel Concistoro di sabato 18 febbraio, il quarto del suo pontificato. La notizia della nomina di Betori a cardinale  era stata resa nota il giorno dell’Epifania del Signore. In quell’occasione numerosi sono stati gli attestati di affetto e di gioia rivolti all’arcivescovo di Firenze anche dai rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose della sua regione d’origine.

Il vescovo mons. Vincenzo Paglia, presidente della Ceu, inviò il seguente messaggio augurale: «La Conferenza Episcopale Umbra è particolarmente lieta che un figlio della terra umbra sia stato elevato alla porpora cardinalizia e, unitamente alla Chiesa che è in Firenze, ringrazia il Santo Padre per tale riconoscimento e rende lode al Signore che continua a mostrargli la Sua benevolenza. La profonda pietà, l’alta cultura biblico-teologica, la lunga esperienza presso la Conferenza Episcopale Italiana e il governo appassionato dell’Archidiocesi di Firenze fanno del cardinale Giuseppe Betori un testimone particolarmente qualificato della Chiesa dell’inizio del terzo millennio. La nomina cardinalizia che lo lega al Papa, facendone anche un “prete romano”, rafforza ancor più il suo servizio alla Chiesa universale. Senza dubbio saprà portare un significativo contributo nel collegio cardinalizio perché la Chiesa possa comunicare il Vangelo a questo nostro mondo contemporaneo. La coincidenza della nomina con il cinquantesimo di apertura del Concilio Vaticano II qualifica ancor più questo riconoscimento perché quella “primavera” possa continuare a portare i suoi frutti. I Santi e le Sante della nostra piccola terra umbra – che con la loro testimonianza hanno segnato in maniera profonda l’intera Chiesa – lo accompagnino in questa affascinante e ardua missione. E mentre noi tutti gioiamo per tale nomina, gli assicuriamo la nostra preghiera a Maria, la Madre di Gesù, perché con il suo manto avvolga di protezione questo suo figlio e lo custodisca per l’opera di Dio in favore degli uomini».

Il vescovo di Foligno mons. Gualtiero Sigismondi così accolse la notizia della nomina a cardinale di mons. Betori: «“Al vedere la stella provarono una gioia grandissima” (Mt 2,10). Nell’odierna Solennità dell’Epifania del Signore i sentimenti dei Magi mi aiutano ad interpretare l’esultanza del mio cuore e di tutta la Chiesa di Foligno per l’annuncio della nomina a Cardinale di S.E. mons. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze. Si tratta di un dono atteso ma, tuttavia, la sorpresa dell’annuncio da parte del Santo Padre ha permesso di manifestare l’affetto, la riconoscenza e l’orgoglio di tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere da vicino questo illustre figlio della nostra Chiesa e di apprezzarne le doti. L’attentato subito di recente, dal quale è uscito miracolosamente illeso, e il dono della statua di sant’Emidio, che ha colmato un vuoto nella nostra Cattedrale, mi avevano già suggerito di invitare mons. Betori per il Pontificale di san Feliciano; questo invito, da lui prontamente accolto qualche settimana fa, oggi è motivo di grande letizia perché ci permetterà di esprimergli, nel forte abbraccio della preghiera, la partecipazione alla sua gioiaper il fatto di essere stato chiamato ad “aiutare il Successore di Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell’unità e della comunione della Chiesa”. Come i Magi hanno offerto i loro doni aprendo i loro scrigni, così anch’io, insieme con la Chiesa che ha generato mons. Betori alla fede, presento al Signore l’incenso della gratitudine, anche a nome dei miei predecessori mons. Benedetti e mons. Bertoldo. La porpora, della quale mons. Betori si accinge ad essere rivestito, ricorda non solo a lui, ma a tutti noi la vocazione della Chiesa, che è quella di riflettere la luce di Cristo fino all’effusione del sangue. Il Signore, che ha guidato i Magi verso Betlemme, benedica il suo cammino e i Santi della nostra Chiesa guidino i suoi passi».

Quel sentimento di gioia e di esultanza provato lo scorso 6 gennaio si è rinnovato nella Chiesa folignate ed umbra il 18 febbraio quando, nella Basilica di San Pietro, mons. Betori si è inginocchiato dinanzi al Santo Padre per ricevere dalle sue mani la berretta rossa cardinalizia, l’anello e la pergamena che riporta il nome della chiesa romana che gli è stata assegnata, San Marcello dei Serviti in via del Corso, quale segno di unità con il Papa e con Roma.

 

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I FRATI DI ASSISI A CELENTANO: “HAI ESAGERATO”

“Le esternazioni di Adriano Celentano durante il festival di Sanremo, andato in onda su Rai 1, ci ha amareggiati e delusi. Abbiamo sempre seguito con interesse le performance di Celentano ed ascoltato con attenzione le sue provocazioni e i suoi appelli per la pace, la non violenza, la giustizia e la coerenza della vita. Ma non ci sentiamo di approvare e tantomeno condividere l’ingiusto attacco ad Avvenire e Famiglia Cristiana, cui va la nostra solidarietà, impegnati e compromessi quotidianamente nell’Annuncio del Vangelo di Gesù nei vari contesti della società, della politica, del lavoro, della cultura e della Chiesa. Per ciò che ci riguarda prenderemo in seria considerazione i richiami del Molleggiato. Ma non si può così demagogicamente e irriguardosamente sparare su tutto e su tutti, dimenticando milioni di uomini e donne di chiesa, che ogni giorno, col dono della vita, sono portatori di speranza e di paradiso. Nonostante tutto, continuiamo a voler bene al “Ragazzo della via Gluck”, che ha fatto sognare intere generazioni, con la speranza che si ricreda nella verità e recuperi l’occasione perduta. Con San Francesco diciamo al fratello Adriano: Il Signore ti dia pace!”.

www.tempusvirtutum.it

 

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ASSISI. CONCERTO “VOCI E MANI IN CANTO”

Saranno quattro cori – circa 130 ragazzi, complessivamente – a dare vita al concerto ‘Voci e mani in canto’ in programma il 25 febbraio alle ore 20,30 presso la Basilica superiore di San Francesco d’Assisi. I quattro cori – dei quali fanno parte anche bambini disabili, non vedenti – sono nati dall’esperienza dei Manos Blancos, gruppi musicali fondati in Venezuela alla fine degli anni ’90 nell’ambito del programma di Educazione speciale del celebre Sistema nazionale di orchestre giovanili e infantili, fatti conoscere in Italia da Giannola Nonino, imprenditrice e fondatrice del premio internazionale Nonino.

Sul palco della Basilica d’Assisi saliranno i cori Manos Blancos di San Vito al Tagliamento (Pordenone), il Piccolo Coro Artemia di Torviscosa (Udine), il Coro Mani Bianche della Scuola Popolare di Musica di Testaccio (Roma), il Coro Voci Bianche della Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Saranno accompagnati al pianoforte da Patrizia Dri e Alberto Spanu.

Il progetto di Giannola Nonino e ora della Scuola di musica del Testaccio e’ quello che in ogni città italiana nasca un Coro Mani Bianche che possa aiutare i bambini disabili a crescere quanto piu’ possibile in armonia con il proprio ambiente’.

‘Pieno sostegno” e’ stato espresso dal direttore della Sala stampa del Sacro convento d’Assisi, padre Enzo Fortunato, che ha sottolineato ”il valore culturale, religioso e sociale” dell’iniziativa.

Il concerto è ad ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Per informazioni: tel.  392 4834935 – 075 5732010

 

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CITTA’ DI CASTELLO. UN LIBRO SUL SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

Presso il santuario di Santa Maria delle Grazie di Città di Castello è disponibile il nuovo libro di Anna Maria Gustinelli dal titolo “Madonna delle Grazie. Patrona di Città di Castello”. Si tratta di un piccolo e agile sussidio, assai utile per conoscere la storia del santuario e della devozione alla Madonna delle Grazie, ma anche per compiere una visita artistica e spirituale al complesso monumentale. In appendice l’autrice, che alcuni anni fa aveva dato alle stampe uno stuido più corposo di cui l’attuale è la riduzione ad uso più divulgativo, propone una novena, il testo del notissimo inno popolare “Salve eccelsa imperatrice” e le letture biblice della messa della festa.

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GUBBIO: IL VESCOVO MONS. CECCOBELLI INTERVIENE SUGLI ARRESTI DEGLI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI PUBBLICI

«Le cronache giornalistiche degli ultimi due giorni, relative alle indagini che hanno portato agli arresti di amministratori e dirigenti del Comune di Gubbio, descrivono un quadro complesso e problematico», afferma monsignor Mario Ceccobelli, vescovo di Gubbio. «Sono davvero molti i nostri concittadini coinvolti nell’inchiesta giudiziaria, sia tra gli indagati sia tra quelli che le indagini considerano vittime dei reati che sarebbero stati commessi. Così come appaiono sorprendentemente numerosi e gravi i capi di imputazione che costituiscono il quadro accusatorio delineato dagli inquirenti e che sarebbero avvalorati dalle indagini effettuate dalle forze della magistratura. Facciamo assegnamento sul procedimento e sulle conclusioni dell’iter giudiziario – prosegue il Presule – affinché l’intera vicenda possa essere del tutto chiarita. Siamo certi che il lavoro processuale sarà ispirato unicamente dalla volontà di ricerca della verità e dalla necessità di chiarire le posizioni di ognuno degli indagati, oltre ogni ragionevole dubbio. Solleviamo l’auspicio – continua il Vescovo di Gubbio – di una giustizia piena e definitiva pensando in particolare alle vittime, a qualsiasi titolo, dei reati e degli illeciti che potranno e dovranno essere accertati dalla magistratura. Un ultimo pensiero – conclude mons. Ceccobelli – rivolgiamo alle tante famiglie coinvolte, direttamente e indirettamente, nella vicenda. I fatti descritti nelle cronache giornalistiche, resoconto anche degli atti delle indagini, stanno provocando profonde ferite e lacerazioni nel tessuto sociale eugubino e, innanzitutto, nelle nostre famiglie. La speranza è che l’accertamento della verità e una giustizia corretta e leale possano contribuire – almeno in parte – al risanamento di queste ferite».

 

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PERUGIA. LA BASILICA DI SAN LORENZO PROMUOVE IL SABATO MARIANO

Una comunità cristiana molto devota alla beata Vergine Maria, qual è quella di Perugia, si appresta a vivere un interessante appuntamento promosso dal Capitolo della cattedrale di San Lorenzo in omaggio alla Madonna delle Grazie, la cui immagine tanto venerata splende da cinque secoli su una colonna del duomo per mano di un allievo del Perugino, Giannicola di Paolo. Non è un caso che alla Madonna fu affidata la protezione della città dall’allora vescovo Gioacchino Pecci (Papa Leone XIII), l’8 dicembre 1859, in seguito alla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione del 1854 e delle apparizioni di Lourdes del 1858.

L’appuntamento che il Capitolo di San Lorenzo annuncia è la presentazione del libro dal titolo “Maria. La sapienza oltre l’intelletto” di Franca Castagnino, edito dalla Libreria editrice Vaticana (2011), che si terrà sabato 18 febbraio, alle ore 16, presso la Sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo. Alla presentazione sarà presente l’autrice e la relazione è stata affidata al teologo prof. Stefano De Fiores, uno dei maggiori studiosi di quella parte degli studi teologici che riguarda il ruolo della “Madre di Dio” nel mistero della redenzione. Il padre Stefano De Fiores è, infatti, autore di numerosi volumi sull’argomento, tradotti in molte lingue. Anche recentemente ha trattato della questione circa le apparizioni della Madonna a Medjugorje.

«L’iniziativa del “Sabato mariano” del  Capitolo della cattedrale – spiega mons. Elio Bromuri, canonico di San Lorenzo e direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali – vuole contribuire a sviluppare oltre alla devozione e al culto di Maria anche una crescita della cultura mariana e autenticamente cristiana».

«L’iniziativa – prosegue mons. Bromuri – nasce dall’idea di accompagnare la devozione a Maria invocata con i più bei nomi che la teologia e la pietà popolare hanno coniato lungo tutta la storia cristiana, con una maggiore conoscenza e un  approfondimento della figura della beata Vergine nella sua storia personale, nella storia della salvezza in generale e nella storia della Chiesa».

 

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