TERNI. CONCERTO “REQUIEM IN DO MINORE” PER CORO E ORCHESTRA DI LUIGI CHERUBINI

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Domenica 18 febbraio alle ore 17, nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Santo Valentino, presso il santuario di San Francesco a Terni si terrà il concerto “Requiem in do minore” per coro e orchestra di Luigi Cherubini, diretto dal maestro Francesco Lupi.

Il concerto vede la presenza di 130 musicisti tra coro ed orchestra, grazie alla collaborazione sinergica tra il Coro Polifonico “S.Francesco d’Assisi” di Terni, il Coro “Incanto” di Fara in Sabina, la Corale “Eretina” di Monterotondo e il Coro della Cattedrale di Poggio Mirteto accompagnati dalla “Miscellanea Symphony Orchestrs” sotto la direzione del Maestro Francesco Lupi.

Il Coro Polifonico “S. Francesco d’Assisi” di Terni, nasce nel dicembre 1987 nell’ambito dell’ambiente educativo dell’oratorio del Santuario omonimo. Il suo repertorio spazia dalla polifonia classica a quella liturgica, profana, popolare, folkloristica e spiritual. La corale vanta collaborazioni con i migliori cori dell’Italia centrale con i quali ha eseguito opere di Mozart, Vivaldi, Mascagni, Rossini, Dvorak, Bach ed altrisul territorio nazionale ed europeo. La direzione della corale è affidata da oltre sedici anni al Maestro Maria Cristina Luchetti.

PERUGIA. LE OFFERTE DELLA TERZA DOMENICA DI QUARESIMA PER IL PROGETTO “SOSTENIAMO IL LAVORO”

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Le offerte raccolte durante le celebrazioni eucaristiche in tutte le parrocchie e santuari dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, nella terza domenica di Quaresima, il 4 marzo, saranno devolute al progetto “SoSteniamo il lavoro”. Si tratta di un’iniziativa di tre anni che si propone di aiutare le persone che hanno perso il lavoro. In questo primo anno sono stati esaminati 120 curricula, selezionate 79 persone, dando possibilità a giovani e adulti di collocarsi nel mondo del lavoro in vari ambiti produttivi. Sono state 25 le persone, 5 in più rispetto a quante erano state previste dal progetto, ammesse ai corsi di orientamento al lavoro, al termine dei quali potranno svolgere un periodo di stage retribuito di sei mesi come tirocinanti in un’aziende del territorio. A oggi 12 dei 25 corsisti stanno svolgendo il tirocinio in alcune aziende che hanno accolto e fatta propria l’iniziativa Caritas. Si tratta di realtà produttive riguardanti i settori: alimentare, informatico, logistico, farmaceutico, ristorazione, supermercati e società di servizi. Il costo totale del progetto “SoSteniamo il lavoro”, pari a euro 190 mila, è sostenuto interamente dalla Chiesa, attraverso Caritas italiana e Caritas Perugia-Città della Pieve grazie all’8xmille.

“La Quaresima di Carità 2018 – afferma il diacono Giancarlo Pecetti, direttore della Caritas diocesana – vuole essere occasione propizia per far sentire la vicinanza concreta della Chiesa a quanti vivono situazioni di difficoltà legate alla mancanza di lavoro, attraverso la maggiore conoscenza del progetto “SoSteniamo il lavoro” nell’opinione pubblica e nel mondo imprenditoriale. Inoltre, per raccogliere offerte per finanziare questo progetto affinché più persone possano avere l’opportunità di formarsi e quindi di accedere al periodo di prova in azienda, così da avere più possibilità di occupazione”.

NORCIA. FIRMA DEL PROTOCOLLO D’INTESA PER IL RECUPERO E IL RESTAURO DELLA BASILICA DI SAN BENEDETTO

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“Oggi è una giornata importante per l’Umbria ferita dai terremoti del 2016. Questo protocollo è un segno concreto rilevante in vista del recupero dell’immenso patrimonio storico-artistico della Valnerina distrutto dalle scosse sismiche e un messaggio di speranza fondamentale per la popolazione che ha perso la casa e che, con tenacia e senza abbandonare il territorio, attende di poter riprendere una vita normale a partire proprio dal riavere la propria abitazione”. Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, commenta la firma del protocollo d’intesa per il recupero, il restauro e il ripristino della basilica di san Benedetto di Norcia, monumento simbolo dell’Italia centrale ferita dal terremoto del Centro Italia.

La sigla è avvenuta oggi a Roma davanti a Paola De Micheli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016. Hanno sottoscritto il protocollo oltre a De Micheli, Carla Di Francesco, segretario generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; Catiuscia Marini, presidente della Giunta regionale dell’Umbria; mons. Renato Boccardo e Nicola Alemanno sindaco di Norcia.

“L’avvio del percorso di ricostruzione della basilica – afferma Boccardo – è un incentivo per tutti a proseguire nella più delicata ricostruzione dell’interiorità delle persone e del tessuto sociale delle comunità. In questo ci illumina il messaggio di S. Benedetto, grande costruttore della civiltà europea, fondato sulla collaborazione, sull’accoglienza, sulla solidarietà, sull’unità, sulla civiltà e sulla fedeltà alla persona umana”.

Presidente della Commissione di indirizzo per la ricostruzione della basilica sarà Antonio Paolucci, già ministro dei Beni Culturali, direttore dei Musei Vaticani e commissario del Governo per la ricostruzione post-sisma 1997 della basilica di S. Francesco ad Assisi.

TERNI. IL PONTIFICALE DI MONS. PIEMONTESE

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Celebrata solennemente, domenica 11 febbraio la festa di San Valentino, vescovo e martire del patrono di Terni e copatrono della Diocesi Terni-Narni-Amelia con il pontificale presieduto in una gremita Cattedrale di Terni dal vescovo mons. Giuseppe Piemontese, alla presenza dei sacerdoti della diocesi, del sindaco Leopoldo Di Girolamo, del prefetto Paolo Di Biagi, del vicepredente della Regione Fabio Paparelli, del presidente della provincia di Terni Giampiero Lattanzi, del presidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi, del Questore Antonino Massineo, delle autorità militari regionali, provinciali e cittadine, dei sindaci dei Comuni della diocesi, dei fedeli ternani e delle associazioni e movimenti della diocesi.

Un corteo composto dalle istituzioni civili e militari con i rispettivi gonfaloni partito dalla sede municipale di palazzo Spada Terni verso la Cattedrale, è stato accolto dal vescovo Giuseppe Piemontese.

La festa del patrono della città di Terni, San Valentino è per la comunità cittadina un’occasione per riflettere sull’identità della città alla luce della testimonianza di san Valentino che ha plasmato cristianamente la città di Terni durante il suo lungo ministero episcopale, come maestro di questa città, padre dei poveri e dei giovani innamorati, di custode dell’amore, del matrimonio, della famiglia, ma anche di testimone fino al martirio della coerenza alla fede, della libertà religiosa, del dialogo interreligioso, della cura e preoccupazione per la città.

PONTIFICALE DI SAN VALENTINO 2018 – OMELIA DEL VESCOVO

La ricorrenza della festa di san Valentino oggi ci vede radunati in questa cattedrale, chiesa madre di tutte le chiese della Diocesi e simbolo della città di Terni e del popolo di Dio, radunato attorno a Gesù Cristo e nel suo nome, come famiglia, civile ed ecclesiale, dedita a proclamare la gioia del Vangelo e a edificare una società più giusta, pacifica e fraterna. La memoria del nostro Patrono richiama la sua vita, gli aspetti dei suoi insegnamenti, che sono oggi ancora attuali, le ragioni della identità di questa città, che si onora di vedere richiamato da secoli, il suo nome accanto a quello del suo Patrono: San Valentino di Terni.

La Chiesa illustra la natura e l’attualità del messaggio dei suoi santi, risalendo a quei brani della Bibbia che hanno costituito i particolari riferimenti ideali della loro personalità, della loro vita cristiana e l’ispirazione dei loro insegnamenti.

Il cristiano e vescovo Valentino, sperimentando l’ostilità palese e latente della società e del regime imperiale del suo tempo verso la libera confessione pubblica e privata della religione cristiana, ha dovuto proteggere con prudenza e fierezza la ricerca della verità e la testimonianza della sua fede di cristiano, non solo in riferimento alla sua persona, ma anche per il popolo, affidato alle sue cure di pastore.

La storia, richiamata dalla Prima lettura, e gli scritti del profeta Geremia, vissuto nel 600 AC, all’inizio della deportazione degli Ebrei in Babilonia, sono stati per Valentino l’ispirazione, la guida e l’incoraggiamento a indicare e promuovere non solo il bene dei cristiani, ma della stessa comunità pagana nella quale viveva.

Secondo la tradizione, Valentino (Terni, 176 circa – Roma, 14 febbraio 273) è stato investito della funzione di pastore di questa Chiesa ed è stato ordinato vescovo da san Feliciano alla giovane età di 21 anni. Come il Profeta Geremia anche lui avrà protestato: “Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare perché sono giovane!”.

“Ma il Signore mi disse: non dire sono giovane. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto ciò che ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro perché io sono con te per proteggerti”.

A differenza degli altri profeti, Geremia non si limita a denunciare il peccato, ma vuole scoprirne la causa. Il profeta la individua nella profondità del “cuore perverso”, cuore che solo Dio può cambiare facendo rinascere un cuore nuovo, a Lui fedele, con cui stabilire una nuova Alleanza.

Geremia si spinge ad annunciare una Nuova Alleanza, che Dio vuole scrivere scriverà direttamente nel cuore di ognuno (cf Ger 31,31-33).

Per annunciare il dono di questa Nuova Alleanza, stabilita da Gesù, Valentino non ha temuto ostacoli, minacce e persecuzione e infatti la protezione del Signore lo ha accompagnato per una lunga vita, 97 anni di età e 75 di episcopato.

La sua guida pastorale non si è limitata ai cristiani, ma si è manifestata verso ogni persona presente nel contesto civile, sociale e religioso del suo tempo: nella cura dei malati, nel dialogo con i pagani, nella preoccupazione per la città, nell’accompagnamento e nella formazione dei giovani all’amore e al matrimonio.

Soprattutto in quest’ultimo campo la tradizione si è consolidata, facendo di san Valentino di Terni il patrono dei fidanzati, di coloro che desiderano abbandonare gli amori fluttuanti e passeggeri, per dare inizio all’amore-progetto di vita, stabile, duraturo e benedetto da Dio fino alla morte e oltre la morte. Proprio la cura nel favorire la trasformazione del cuore da instabile e perverso, secondo la profezia di Ezechiele (36,26-27), a cuore nuovo, in sintonia col disegno di Dio, è stato il segreto del successo di Valentino con i giovani fidanzati e innamorati.

Ma la sua azione principale è stata quella di pastore e vescovo di questo territorio della valle del Nera e del Serra, della diocesi di Interamna, spinto dal chiaro obiettivo di educare fondare, animare e guidare al Dio vivente, la comunità del suo tempo.

QUALE MESSAGGIO si può ricavare dalla testimonianza di san Valentino per i cristiani di oggi, per noi concittadini del Santo, per la nostra città?

Al tempo di Valentino la nostra città era un municipio di dimensioni ridotte, dalla complessità certamente non paragonabile a quella di oggi, però la limitatezza di mezzi, l’istruzione riservata a pochi privilegiati e le condizioni di vita precarie richiedevano, ai Vescovi-Pastori e ai responsabili della popolazione, una dedizione molto impegnativa e faticosa,

Oggi siamo ad un tornante molto delicato della storia della nazione, siamo testimoni di un cambiamento epocale e strutturale, nel guado della Quarta rivoluzione industriale, che speriamo, presto, possa coinvolgere anche la nostra città. Le elezioni politiche imminenti, stanno per aprirci a scenari inediti e imprevedibili.

La nostra città, in particolare, da un po’ di anni a questa parte, attraversa una delle stagioni più delicate e incerte: a livello economico si notano divari notevoli tra gruppi di cittadini abbienti e sacche di povertà intollerabili. Notevole preoccupazione suscita l’affievolimento dei valori morali e civili e la disinvoltura o peggio il poco rispetto da parte di gruppi di cittadini verso le Istituzioni.

La grave situazione economica del Comune, le ricorrenti proposte sulla collocazione geografica della città, la persistente e preoccupante disoccupazione giovanile con la conseguente emorragia di giovani, che annualmente emigrano all’estero, le varie forme di povertà strisciante che perdurano nonostante dichiarazioni ottimistiche di ripresa economica nazionale ed europea: sono elementi e tasselli di un quadro che richiede riflessione intelligente e partecipazione civile e pacata da parte dei singoli cittadini e di tutte le forze politiche, culturali, associative, sociali e imprenditoriali.

Nel riferimento specifico alla attualità della nostra città, credo che occorra avviare un personale e comune esame di coscienza, sincero, leale e costruttivo per risalire alle cause dell’attuale situazione. Il mondo politico, partitico, sociale, imprenditoriale, sindacale, culturale, associativo, ecclesiastico: tutti siamo chiamati in causa, tutti abbiamo il dovere, ciascuno per la sua parte, per individuare le ragioni che hanno portato la nostra città alla corrente situazione di “dissesto” e collaborare per riportarla in sicurezza e alla dignità, che le spetta. Vanno ricercate nelle pieghe delle dinamiche democratiche della città almeno degli ultimi 30 anni, oltre al tanto bene compiuto, quali sono state le scelte azzardate o sbagliate, le manie di grandezza, le accondiscendenze populistiche, i silenzi interessati, le astensioni comode, le deleghe deresponsabilizzanti, le asserzioni qualunquistiche, le decisioni rischiose, le proteste di facciata, i benefici di parte, il rimpallo delle responsabilità, le promesse irrealizzate, ecc.

La crisi economica mondiale, che ha attanagliato l’Italia e la nostra città dal 2008, non è sufficiente a spiegare la situazione attuale. Occorre andare in profondità e discernere la problematica con lucidità e lealtà, senza accontentarsi di individuare facili “capri espiatori”.

Valentino è stato pastore secondo il cuore e l’esempio di Gesù: pastore buono e bello, che si è collocato a seconda della necessità, avanti, in mezzo e dietro al gregge, suo popolo. Avanti per indicare e segnare decisamente la strada; in mezzo per formare e convincere con argomenti e discorsi persuasivi; dietro per raccogliere con amore chi faticava a seguire la carovana.

Per restare fedele al suo popolo, servirlo e proteggerlo ha più volte patito umiliazioni e persecuzioni e alla fine ha subito il martirio: la morte con le verghe e con la decapitazione.

Coloro che si propongono o vengono proposti a svolgere funzioni di governo a livello nazionale o locale devono guardarsi dalla tentazione dell’ambizione, sempre latente, o dalla prospettiva di ricavarne benefici personali o di parte per lasciarsi muovere dallo spirito di servizio e dal bene di tutto il popolo, quale stile, motivazione e obiettivo dell’agire.

Quanti sono disposti a sacrificare la vita per amore della città?

Esprimo l’auspicio-augurio affinché quelli che verranno, non siano giorni di imbarbarimento civile e politico. La forza della persuasione non sia affidata al vociare scomposto e soverchiante, o peggio all’insulto, ma all’argomentare ragionevole e convincente, alla proposta realistica e costruttiva in vista del bene comune, secondo le fondamentali regole della democrazia. Penso che in questa circostanza ci sia bisogno di un sussulto di orgoglio e di amore per la città e i cittadini. Solo la leale partecipazione e forte collaborazione democratica di tutte le componenti civili potrà risolvere i problemi presenti e ridare speranza e a questa nostra città.

Parafrasando il profeta Isaia (62, 1), e mutuando l’operato di san Valentino, sento di poter pubblicamente affermare, mi auguro anche a nome di tutti:

“Per amore del mio popolo non tacerò

Per amore di questa città (Terni) non mi darò pace,

finchè non sia stabilita la giustizia… civile, religiosa e sociale,

e la pace e il benessere non raggiungano tutti i suoi figli”.

Gesù, che dona la sua vita per tutti noi in questa Eucarestia, voglia esaudire i nostri desideri per intercessione di san Valentino.

S. MARIA DEGLI ANGELI. CELEBRAZIONE DELLA QUARESIMA IN BASILICA

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Il prossimo 14 febbraio, mercoledì delle Ceneri, inizia il Tempo di Quaresima che – come ricorda Papa Francesco nel suo Messaggio per la Quaresima 2018 – è “segno sacramentale della nostra conversione”. L’Orazione di Colletta della I Domenica di Quaresima – da cui è attinta l’espressione utilizzata – definisce, dunque, questo tempo prezioso come un segno della conversione a cui continuamente ciascuno è chiamato.

Conversione da cosa? Nel Messaggio vengono indicati due luoghi di conversione: quello dell’ascolto, ciò che dall’esterno raggiunge il cuore dell’uomo, e quello della decisione, ciò che nasce nell’intimo e si manifesta come personale modo di essere. Papa Francesco ne parla attraverso le categorie dei “falsi profeti” (incantatori di serpenti, ciarlatani, menzogneri … comunque portatori di una parola che non è in grado di salvare l’uomo, di rispondere alle sue domande) e del “cuore freddo” (incapace di amare, di prendersi cura, di accogliere, chiuso in sé stesso e incapace di riscaldare).

Il Papa invita tutti a proseguire il cammino di conversione semplicemente rimandando agli “strumenti” che la Chiesa da sempre propone come “dolce rimedio”: la preghiera, l’elemosina ed il digiuno. In aggiunta invita ad offrire, per coloro che il Signore in questo tempo santo chiamerà a nuova conversione, l’iniziativa “24 ore per il Signore”. I frati minori della Basilica papale di Santa Maria degli Angeli hanno accolto l’invito del Santo Padre. Si comunica, pertanto, ai frequentatori – assidui e occasionali – e ai fedeli in pellegrinaggio ad Assisi dal 9 al 10 marzo, che venerdì 9 marzo terminata la celebrazione eucaristica delle ore 9.00 inizierà l’adorazione eucaristica nella cappella del Santissimo Sacramento. L’adorazione si protrarrà fino alle 9.00 del giorno dopo, sabato 10 marzo, dando la possibilità – a coloro che vorranno – di incontrare e ricevere la misericordia di Dio nel rigenerante Sacramento della Riconciliazione.

Come ulteriore ausilio, verranno proposte delle catechesi quaresimali che si terranno durante la celebrazione dei Vespri di ogni mercoledì e avranno come tema “La conversione di Simon Pietro”: le meditazioni permetteranno di affiancarsi all’Apostolo Pietro per compiere, virtualmente insieme a lui, il proprio cammino di conversione.

Le prime quattro catechesi saranno tenute dai Parroci dell’Unità Pastorale di Santa Maria degli Angeli, mentre la quarta – quella che introduce alla Settimana Santa – sarà tenuta da p. Simone.

Ancora: tutti i venerdì di Quaresima ci sarà, in Basilica, la Via Crucis alle ore 17.00, mentre il Venerdì Santo si terrà alle ore 15.00 per permettere alle 17 la celebrazione della Passione del Signore. Per chi lo desidera, e non avesse la possibilità nel pomeriggio, si ricorda che durante i venerdì di Quaresima alle 21.00 è possibile prendere parte alla preghiera della Via Crucis tenuta dalla Parrocchia di Santa Maria degli Angeli (sul piazzale, o in Basilica se le condizioni climatiche non sono favorevoli).

Infine, prosegue la preghiera mariana del sabato sera, alle ore 21.15. Come ogni anno, nel Tempo di Quaresima verrà recitato il Rosario dell’Addolorata a cui seguirà la consueta processione aux flambeaux.

CINQUE CAMMINI DEI GIOVANI UMBRI PER L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO

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Sei mesi prima dell’evento “Per mille strade”, l’incontro dei giovani italiani con Papa Francesco in programma a Roma per l’11 e 12 agosto 2018 in preparazione al Sinodo dei vescovi, i giovani umbri hanno già a disposizione cinque itinerari per il loro pellegrinaggio a piedi alla volta della “Città eterna”. A darne notizia è il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Giulietti, esperto-cultore di pellegrinaggi a piedi in diversi luoghi sacri italiani ed esteri.

I giovani umbri a Roma, annuncia mons. Giulietti sull’ultimo numero del settimanale “La Voce”, saranno più di un migliaio insieme ad oltre 100mila coetanei provenienti da tutta Italia. Riferendosi a quanto emerso durante la “Fiera dei cammini”, tenutasi a fine gennaio a Sacrofano (Roma), mons. Giulietti rileva che in Umbria sono stati scelti “cinque percorsi di pellegrinaggio che aiuteranno senz’altro i giovani a scoprire la ricchezza spirituale ed ecclesiale dell’Umbria, ma che dovrebbe soprattutto incoraggiare le comunità cristiane dell’Umbria a farsi accoglienti – non solo per un giorno! – della realtà giovanile. Per tornare ad essere ‘posti per i giovani’”.

I giovani delle diocesi Perugia-Città della Pieve e Terni-Narni-Amelia hanno puntato su un antico itinerario, la “Via Amerina”; quelli di Città di Castello percorreranno la “Via di Francesco” mentre quelli di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Foligno e Spoleto-Norcia hanno scelto di costruire degli itinerari per l’occasione, toccando luoghi significativi dei propri territori e camminando insieme con partenza dalla città serafica. I giovani di Orvieto percorreranno la “via” che congiunge il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza al Santuario di Bolsena; infine la diocesi di Gubbio ha scelto di raggiungere l’abbazia di Fonte Avellana, significativa per la storia della propria Chiesa, interessando però le “periferie”: comunità e paesi che si trovano ai margini del territorio diocesano coinvolgendoli maggiormente nella vita della diocesi.

PERUGIA. ALLA GALLERIA NAZIONALE LA MADONNA CON IL BAMBINO IN GREMBO

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Da giovedì 8 febbraio la Galleria Nazionale dell’Umbria ospiterà temporaneamente nelle sue sale una scultura lignea raffigurante la Madonna con il Bambino in grembo, proveniente dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Savelli di Norcia. Sempre lo stesso giorno, alle ore 17.30, sarà possibile partecipare all’incontro che si terrà presso la Sala conferenze in cui si parlerà del recupero dell’opera grazie al recente restauro finanziato dal Fai (Fondo ambiente italiano) Umbria.

Questa temporanea acquisizione si caratterizza come la prima di una serie di iniziative simili promosse dalla Galleria Nazionale dell’Umbria e ispirate dalla volontà di costruire un dialogo tra la collezione permanente e opere di altra provenienza momentaneamente ospitate nelle sale del museo; un dialogo che possa essere un ulteriore stimolo per la ricerca e lo studio del patrimonio della Galleria.

La statua appartiene ad una particolare tipologia iconografica, molto diffusa tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento in un’area geografica ben definita, compresa tra l’Umbria, le Marche, il Lazio e l’Abruzzo. Un territorio di frontiera, accomunato in passato da condizioni di vita aspre e faticose, e unito oggi, di nuovo, nell’impegno a reagire alle difficoltà poste dal terremoto.

La preziosa scultura è stata recuperata grazie all’impegno del Fai Umbria, che ha promosso una raccolta fondi per finanziarne il restauro, coinvolgendo gli associati e i cittadini nell’organizzazione di eventi di sostegno. Un’iniziativa capillare che ha visto protagonista tutto il territorio in una sinergia di forze che è essa stessa simbolo di rinascita e un messaggio di sostegno e vicinanza da parte del Fai Umbria alle popolazioni terremotate. L’attento restauro, oltre a restituire l’originario splendore della statua, ha permesso di scoprire alcuni preziosi dettagli, come la doratura che ricopre interamente il manto della Vergine, l’utilizzo di pigmenti preziosi come lo smaltino e il fine ornato del cuscino rivestito in lamina d’argento su cui poggia la figura del Bambino.

GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE

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“Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima”. È l’appello del Papa, al termine dell’Angelus di domenica 4 febbraio. “La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan”, ha annunciato Francesco, che ha invitato “anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme”. “Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, ‘risana i cuori affranti e fascia le loro ferite’”, ha assicurato il Papa rivolgendo “un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: ‘Che cosa posso fare io per la pace?’”. “Sicuramente possiamo pregare”, la risposta di Francesco. “Ma non solo”, ha aggiunto: “Ognuno può dire concretamente ‘no’ alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!”.