QUARESIMA, TEMPO DI CONVERSIONE
La preghiera, ascolto della Parola
La conversione quaresimale è condotta da Dio mediante la sua Parola. Inizia quindi un periodo nel quale la parola di Dio deve essere ascoltata con particolare intensità e docilità di cuore. Gesù per quaranta giorni nel deserto ha combattuto e vinto il tentatore grazie alla forza della Parola. Nelle domeniche del tempo quaresimale sentiremo risuonare parole forti: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna»; «se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto»; incontreremo Abramo, nostro padre nella fede e i profeti; ascolteremo gli annunci dell’apostolo Paolo; contempleremo Gesù salire a Gerusalemme con determinazione, per offrire la sua vita per la salvezza di tutti. Potremmo cercare di tornare quotidianamente sulle letture ascoltate la domenica, per non lasciar cadere nel vuoto la Parola, ma piuttosto meditarla, custodirla e realizzarla.
Il digiuno, ricerca dell’essenziale
Di cosa abbiamo fame e sete? Da che cosa dipende la nostra vita? Il digiuno cristiano è anche risposta a questa domanda. C’è una fame che non è solo bisogno di “pane”, c’è una insaziabilità e una ingordigia che ci portano a stare davanti al computer incapaci di dire dei “no” o che ci fanno pendere dalla TV che ci riempie di immagini e di parole o che ci spingono a rispondere in modo quasi ossessivo ai nostri bisogni, nel desiderio di procurarci tutto e subito. Il digiuno può riguardare tutto questo e non solo: bisogna imparare a digiunare dal bisogno della stima altrui, dalle parole vane o omicide, dal nostro amor proprio. La conversione quaresimale investe tutto l’uomo nella sua integrità di anima e corpo. Provare a digiunare è dunque una risposta alla domanda: cosa cerco realmente? Cosa riempie la mia vita? Sì, il digiuno aiuta a scavare in profondità, a conoscersi nella propria interiorità, nel segreto dove Dio vede ed è trovato.
L’elemosina, condivisione di quanto ci appartiene
La Quaresima, infine, è anche l’occasione per riflettere su ciò che si possiede, su quanto è veramente necessario, sui beni che possono essere condivisi con i bisognosi. La conversione quaresimale è sempre cammino di amore e solidarietà. Proprio perché si torna a Cristo, si va verso i fratelli: seguendo il Signore Gesù che non ha tenuto come un possesso privato ciò che aveva ma lo ha condiviso con noi (le parole che il Padre gli aveva dato, lo Spirito, la sua stessa vita divina) siamo invitati a fare altrettanto. Più crescono il peso delle tasse e il pericolo dell’indigenza, più occorre aprirsi gli uni agli altri e il cammino della Quaresima è proprio il tempo propizio per allenarci a questo sguardo attento alle necessità di chi ci sta accanto.
Anche noi, con voi, percorriamo questa via. Anche per noi questo è tempo di conversione, di preghiera, digiuno e carità, di silenzio, scandito settimanalmente dalla celebrazione della Via crucis. Nelle vostre parrocchie (nelle quali non mancheranno momenti di incontro ai quali vi invitiamo a partecipare), come nelle nostre comunità e nei monasteri in questo tempo un popolo camminerà sulla via del ritorno a Dio. «Signore, sostienici con la tua fedeltà, fa’ che di giorno in giorno siamo trasformati a tua immagine, convertiti dalla tua grazia». Buon cammino!
Le Clarisse di Trevi
Add comment 22 febbraio 2012









